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L'annuncio del presidente libico dell'Assemblea generale

Libia eletta a difesa dei diritti umani


Libia eletta a difesa dei diritti umani
13/05/2010, 21:05

NEW YORK – Spesso nella politica internazionale s’incrociano dei veri e propri episodi paradossali è il caso della scelta della Libia come paese componente del Consiglio dell’Onu per i diritti umani. Proprio quei diritti violati da Tripoli in più occasioni! Un gruppo di 37 organizzazioni di difesa dei diritti umani aveva lanciato questa mattina ai 192 Stati membri dell'Onu un appello dell'ultimo minuto affinché non dessero alla Libia un seggio nel Consiglio, principale organo dell'Onu per i diritti umani la cui sede a Ginevra. Ma l'appello è rimasto inascoltato e la Jamahiriya libica del colonnello Muammar Gheddafi ha raccolto 155 voti all'Assemblea generale delle Nazioni unite, score ampiamente superiore alla maggioranza assoluta (97) necessaria per essere eletti con un voto a scrutinio segreto.
La Libia e altri 13 Stati concorrevano senza opposizione per i 14 seggi vacanti nel Consiglio. Le Ong avevano inoltre anche criticato il fatto che quest'anno per la prima volta, ciascun gruppo regionale dell'Onu aveva presentato un numero di candidati uguale a quello dei seggi a disposizione, assicurandosi così l'elezione.
Il Consiglio conta 47 Stati membri, eletti per tre anni. L'effettivo è rinnovabile per un terzo tutti gli anni. La costituzione del Consiglio è in funzione della composizione geografica dell'Onu e i seggi sono ripartiti per zone. Nel gruppo Africa, oltre a quello della Libia, gli altre tre seggi vacanti sono stati ottenuti dall'Angola (170 voti), dalla Mauritania (167) e dall'Uganda (164). Nel gruppo Asia, il ritiro ad aprile della candidatura dell'Iran, accolto con soddisfazione delle Ong, ha lasciato che Malesia, Maldive, Qatar e Thailandia ottenessero i quattro seggi in palio per la loro zona. Per l'America latina, l'Ecuador e il Guatemala sono stati eletti nei due seggi disponibili, così come la Spagna e la Svizzera per l'Europa occidentale e la Moldavia e la Polonia per l'Europa dell'est. I risultati sono stati annunciati dal presidente dell'Assemblea generale, Ali Triki, che è di nazionalità libica.

 

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di Mario Aurilia
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