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714 ordigni di precisione sganciati per 750 obiettivi

Libia, la Nato elogia l’Italia: più efficace della Francia

La Russa: “Rivendico con orgoglio la nostra efficacia”

Libia, la Nato elogia l’Italia: più efficace della Francia
03/11/2011, 16:11

ROMA – Con 714 ordigni di precisione sganciati, l’Italia risulta essere stata più efficace della Francia nei bombardamenti in Libia. Ad attestarlo è la Nato, per voce del generale De Vincenti, che ha stilato un quadro definitivo della missione “Unified Protector”, da poco terminata in Libia. Si tratta di una sorta di pagella di fine missione, con la quale si elogia chi è riuscito a buttare giù più obiettivi in Libia. E questo nonostante sul territorio si stiano facendo ancora in conti con una realtà non facile e soprattutto si stiano continuando a contare i morti di questa ultima guerra.
De Vincenti è l’ufficiale che per l’intera durata della missione della Nato in Libia ha detenuto il cosiddetto “cartellino rosso” per l’Italia: era lui, cioè, che stabiliva quali missioni gli aerei italiani poteva compiere e quali no, in base ai criteri stabiliti dal governo. In questa ottica, “sono stati analizzati tutti i 456 target prodotti dalla Nato - ha spiegato - di cui 171 sono stati dichiarati rossi e 285 verdi, in quanto rispondevano appieno ai criteri stabiliti per la missione”. I target assegnati all’Italia (da sola o insieme ad altre nazioni) “sono stati 68, che si sono tradotti in 750 obiettivi specifici da abbattere, tradotti a loro volta - ha proseguito l’ufficiale - in un volume di 714 ordigni di precisione sganciati”.
Per questo l’Italia ha conseguito una efficacia media pari al 79 per cento e si è posta al secondo-terzo posto, alla pari con la Norvegia e “davanti alla posizione della Francia”, ha sottolineato entusiasta il generale De Vincenti. Parole che non possono non fare inorgoglire il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Rivendico con orgoglio la grande efficienza delle nostre missioni e l’approccio dell’Aeronautica italiana”.
Per quanto riguarda la missione in Libia, l’ammiraglio Filippo Maria Foffi ha inoltre riferito che sono state 49 le navi impegnate dalla Nato, con 3.000 unità impegnate ogni giorno davanti alle coste libiche. L’Italia, dal canto suo ha fornito tra l’altro la nave sede di comando, che è stata prima la “Etna”, poi la “Garibaldi”, ora la “San Giusto”, per far rispettare l’embargo di armi imposto dall’Onu e per imporre la no-fly zone.

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di Antonio Formisano
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