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Libia, Lega Pesca: "Effetti negativi per pesca italiana causa crisi"


Libia, Lega Pesca: 'Effetti negativi per pesca italiana causa crisi'
21/03/2011, 17:03

La Lega Pesca, pur condividendo le scelte operate dall’Onu, rimane convinta che mai debba essere abbandonata la via diplomatica ed esprime forte preoccupazione per quanto sta accadendo non solo in Libia, ma in tutta l’area del nord del Mediterraneo, dove l’attività nella filiera ittica è ricca di rapporti di scambio e partenariato.

L’attuale crisi libica creerà una situazione difficile e complicata per lo svolgimento dell’attività di pesca italiana, che già subiva la decisione unilaterale della Libia di proclamare una zona di competenza esclusiva della pesca che include tutto il golfo della Sirte ed alcune aree fra le più pescose del Mediterraneo. In particolare la chiusura della pesca del tonno, con l'obbligo di firmare accordi con le compagnie libiche o creare società miste per avere accesso a questa risorsa, aveva recentemente causato tensioni fra il nostro Paese e la Libia, per ipotesi di sconfinamenti di pescherecci italiani che hanno subito mitragliamenti da parte di motovedette libiche, e creato scompenso nel delicato mercato del tonno rosso, che ora rischia di subire un vero e proprio black out.

La situazione di crisi attuale avrà effetti negativi per la pesca italiana, riducendo l’area di pesca e nel contempo rendendola ulteriormente pericolosa, sia per la presenza delle operazioni navali della coalizione, sia per la possibilità di ritorsioni della flotta libica su imbarcazioni da pesca italiane.

Le aree dello stretto di Sicilia, e non solo, non sono più sicure per gli operatori del settore, e un primo segnale si è avuto con la vicenda, di cui ancora si attende soluzione, che ha interessato gli otto marinai del rimorchiatore “Asso 22” sequestrato ieri. Un altro effetto devastante della crisi in Libia riguarderà la creazione di aree per lo scarico delle bombe non utilizzate, che causerà problemi analoghi a quelli che hanno vissuto i pescatori in Adriatico durante la guerra in Kossovo, con gravi danni per l’ecosistema marino. I continui sbarchi a Lampedusa di profughi in fuga dal Nord d’Africa, a cui i pescatori di Lega Pesca esprimono forte e convinta solidarietà, hanno superato la capacità recettiva del porto, che si tradurrà in un problema di conservazione e trasferimento del prodotto ittico, creando disagi economici e sociali, sui quali si è convinti che il ministero dell’Interno e il ministero per le Politiche Agricole sapranno dare risposte tempestive di razionalizzazione per non aggravare una soluzione a dir poco critica.

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di Redazione
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