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Intercettazioni e Google Maps: ribelli a caccia di Gheddafi

Libia: prorogato l’aut aut. A Parigi si parla del post rais

La Russia riconosce il Cnt e anche la Cina lo loda

Libia: prorogato l’aut aut. A Parigi si parla del post rais
01/09/2011, 16:09

BENGASI – Intercettazioni telefoniche di chi in queste ore continua ad essere vicino al rais e soprattutto possibili tragitti di fuga studiati attraverso Google Maps. Non sembrano perdere tempo i ribelli libici e tantomeno sprecare le loro energie: attraverso queste due strategie continuano imperterriti la caccia a Muammar Gheddafi, del quale, da ormai diversi giorni, si sono completamente perse le tracce. Unico obiettivo: scovare il covo dove il colonnello si è rifugiato. E per farlo bisogna stringere il cerchio intorno a quelle che rappresentano le sue roccaforti storiche (Sirte in testa), continuando la battaglia ai lealisti. Questo, anche se resta forte la paura che lo stesso Gheddafi possa scatenare, come più volte minacciato dagli uomini a lui fedeli, un’offensiva senza precedenti.
Proprio nel giorno in cui il Consiglio Nazionale di Transizione libico decide e rende pubblica una proroga dell’ultimatum, che precedentemente identificava in sabato prossimo il termine ultimo per una probabile resa pacifica, si moltiplicano le voci su quello che potrebbe essere un probabile nascondiglio del rais. Sirte, Sabha, Bani Walid e altre roccaforti di Gheddafi vengono identificate come probabile dimora attuale del rais. Tra continue conferme e smentite, però, l’ipotesi che Gheddafi sia a Bani Walid resta per il momento la più plausibile. Al riguardo, a poco è servita la dichiarazione fatta dal figlio del colonnello, Saif Al Islam, secondo la quale lui e il padre sono a Tripoli e stanno bene. Tripoli, infatti, è ormai quasi completamente nelle mani dei ribelli che controllano casa per casa: risulta impossibile credere, dunque, che la presenza del rais e di suo figlio passino inosservate.
Intanto si apre oggi alle ore 17 la Conferenza dei cosiddetti “Amici della Libia”, il congresso internazionale che di fatto sostituisce il “Gruppo di Contatto”, e che è chiamato adesso a tracciare gli scenari futuri della ricostruzione, non solo in senso economico, nel Paese nord-africano. Alla riunione prenderanno parte delegazioni di sessanta Paesi, con diciannove capi di Stato e di sedici di governo, più gli emissari delle principali entità sovranazionali. Per la prima volta a pieno titolo sono stati invitati i ribelli del Consiglio Nazionale Transitorio. Per l’Italia ci saranno il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Prima ancora dell’inizio dei lavori, comunque, il Cnt ha già messo a segno diversi successi diplomatici: il più importante è stato, quasi a sorpresa, il riconoscimento accordatogli dalla Russia come “attuale autorità di governo”. Anche la Cina, pur non essendosi finora spinta a tanto, ha comunque gratificato il Consiglio insurrezionale definendone il ruolo “importante e significativo”. Ambedue i Paesi avevano sempre avversato apertamente il Gruppo di Contatto: oggi invece a Parigi saranno, in forme diverse, rappresentati.

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di Antonio Formisano
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