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La denuncia dell’ex ministro libico passato agli insorti

Libia: Tripoli fece esplodere l’aereo francese Dc-10 Uta

In quell’attentato morirono 170 persone, di cui 9 italiani

Libia: Tripoli fece esplodere l’aereo francese Dc-10 Uta
18/07/2011, 20:07

TRIPOLI - La Libia sarebbe responsabile dell’attentato contro l’aereo della compagnia francese Uta, in cui nel 1989 morirono 170 persone, tra cui 9 italiani e 54 francesi. La denuncia arriva dall’ex ministro degli Esteri libico, passato ora agli insorti, Abdel Rahman Shalgam, in un’intervista al quotidiano “Al Hayat”. “I servizi segreti libici fecero esplodere l’aereo. Pensavano che a bordo vi fosse un dirigente dell’opposizione, Mohammad al Megarief, ma poi si è scoperto che non c’era”, spiega Shalgam al giornale panarabo.
Il 19 settembre 1989 il Dc-10 dell’Uta, in volo da Brazzaville e Parigi, precipitò in Niger. Nel 2009 un tribunale francese ha condannato all’ergastolo per contumacia 6 agenti libici accusati di essere gli autori dell’attentato, ma la Libia non ha mai ammesso le proprie responsabilità. Nel 2004, tuttavia, Tripoli ha accettato, dopo lunghi ed estenuanti negoziati, di versare 170 milioni di dollari a titolo di risarcimento alle famiglie delle vittime dell’attentato contro il DC-10 dell’Uta.
Nell’intervista ad “Al-Hayat”, Shalgam sottolinea anche che “l’operazione Lockerbie era più complessa, che si è trattato di una specie di vendetta per il raid su Bab al Aziziya”, la residenza-bunker di Gheddafi a Tripoli. La residenza del rais, infatti, fu colpita dall’aviazione Usa nell’aprile del 1986, in risposta ad un attentato contro la discoteca “La Belle” di Berlino Ovest, che ha causato la morte di due americani, attribuito ai libici. Per Shalgam, “l’attentato contro la discoteca ‘La Belle’ è stato perpetrato da Said Rachid, un ingegnere elettronico che face parte dei servizi segreti di Tripoli”. L'ex ministro parla anche delle difficili relazioni tra Gheddafi e molti altri dirigenti arabi. In particolare, afferma, il colonnello avrebbe “voluto assassinar”' il re saudita Abdallah (quando era ancora principe) e sognava di “dividere l'Arabia saudita”.

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di Antonio Formisano
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