Cronaca / Sangue

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L’autista aveva denunciato lo sperpero dei fondi della Lega

Licenziato Marmello, il "bancomat" di Renzo Bossi


Licenziato Marmello, il 'bancomat' di Renzo Bossi
29/04/2012, 10:04

ROMA - Continuano le “pulizie” di primavera in seno alla Lega Nord. Il “benservito” del partito questa volta    è arrivato anche a Alessandro Marmello, l'autista e bodyguard di Renzo Bossi (nella foto) che una ventina di giorni fa ha denunciato alla stampa e poi ha ripetuto ai magistrati milanesi che indagano sui fondi del Carroccio, di essere stato il "bancomat" del figlio di Umberto Bossi.

Ieri Marmello, come è accaduto anche al suo collega Oscar Morando, ha ricevuto la lettera di licenziamento firmata dal nuovo tesoriere di via Bellerio, Stefano Stefani, e che, come ha spiegato il suo legale, l'avvocato Franz Sarno, verrà "impugnata perché i motivi sono pretestuosi e infondati".
"Quando fai determinate azioni - ha commentato l'ex autista del Trota - devi aspettarti un po' di tutto. Il licenziamento era una possibilità non remota, dopo la denuncia ai giornali", con tanto di video per testimoniare come i soldi del partito venissero usati anche per 'rimborsare' le piccole spese del figlio del leader. "Sono stato costretto ad uscire allo scoperto - ha ripetuto - perché temevo guai e volevo risolvere la questione", ma l'allora tesoriere Francesco Belsito, adesso indagato dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, "non mi ha ricevuto sostenendo che non aveva tempo per me".
E se Marmello ha aggiunto che negli ultimi mesi non voleva più lavorare con Renzo Bossi perche si sentiva a "disagio" e "ostaggio" in quanto doveva essere disponibile 24 ore su 24, il suo avvocato ha precisato i motivi del licenziamento: "ha eseguito riprese non autorizzate tradendo così la fiducia del suo datore di lavoro, cioé della Lega".

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di Rosario Scavetta
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