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Negata ai pm l'autorizzazione per tre nuovi arresti

L'inchiesta sui G8 bloccata dall'intervento del Gip


L'inchiesta sui G8 bloccata dall'intervento del Gip
29/04/2010, 17:04

PERUGIA - La delicata ed ampia inchiesta ricollegata agli appalti dei G8 rischia un clamoroso empasse. Proprio oggi, infatti, fonti giudiziarie hanno riferito che il giudice per le indagini preliminari ha vietato alla procura di Perugia di procedere per gli arresti del commercialista Stefano Gazzani, l'architetto Angelo Zampolini e l'ex commissario dei mondiali di nuoto Claudio Rinaldi. Su tutti e tre pendono pesantissime accuse di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e corruzione.
Secondo il Gip, però, la competenza nella gestione dell'intera inchiesta non è di Perugia ma di Roma dato che, come spiega in una nota, i tre personaggi citati avrebbero commesso i loro illeciti nella città capitolina.Tuttavia, nella città del Colosseo, operava anche il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, anch'egli coinvolto nelle indagini che, proprio per tale ragione, erano state affidate ai pm di Perugia. Preoccupati e sorpresi dalla divieto di procedere con i nuovi arresti e dalla possibilità di un trasferimento del fascicolo,  i magistrati perugini hanno così presentato al tribunale del riesame un ricorso nella speranza di non perdere la competenza giuridica del caso.
Come si ricorda anche sul Sole 24 ore, tra l'altro, il primo ed originario filone d'inchiesta nasce a Firenze ed in stretta collaborazione con il Ros (Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri). Il polverone enorme scatenato dal lavoro di forze dell'ordine e magistrati porta all'immediato arresto dei dirigenti dei lavori pubblici Angelo Balducci, Mauro della Giovanpaola e Fabio De Santis e dell''imprenditore Diego Anemone. Nello scandalo degli appalti viene coinvolto anche lo stesso capo della protezione civile Guido Bertolaso ed il succitato procuratore aggiunto di Roma Achille Toro. Come accade praticamente sempre, proprio perchè nelle delicate operazioni svolte dagli inquirenti è coinvolto un influente personaggio romano, le indagini erano state affidate alla procura di Perugia.
L'incompresibile decisione del giudice, dunque, rischia di spezzare  e bloccare la corposa inchiesta facendone tornare una parte a Roma e rovinando il lavoro svolto dai pubblici ministeri fino ad oggi.

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di Germano Milite
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