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I dati sul rischio penetrazione mafiosa di 24 province

L’indice IPM boccia il Sud, maglia nera a Napoli


L’indice IPM boccia il Sud, maglia nera a Napoli
29/01/2010, 17:01

NAPOLI – La provincia di Napoli mette nel palmares un’altra maglia nera. Ad affibbiare il poco invidiabile trofeo è il Rapporto Eurispes 2010, che scatta un’istantanea del nostro Paese sotto diversi punti di vista. Tra questi, anche quello della fragilità e permeabilità dei territori rispetto ai tentacoli della camorra, della ‘ndrangheta, della mafia e della sacra corona unita. L’indice IPM (Indice di Pentrazione Mafiosa), appositamente creato, boccia la Provincia di Napoli, e senza appello: il punteggio è pari a 65,4. Seguono, nella classifica dei territorio provinciali più permeabili ai tentacoli della criminalità organizzata, numerose province del sud: Catania Catania (52,4 punti), Caserta (51 punti), Brindisi (51 punti) e Reggio Calabria (50,5), Foggia (47,3), Catanzaro (41,2) e Bari (41). In fondo alla lista, le province di Lecce (18,3), Taranto (24,8) e Cosenza (27,1) e Ragusa (28,4).
Per determinare la classifica del livello di penetrazione mafiosa delle organizzazioni criminali nelle 24 province delle quattro regioni maggiormente interessate, è stato predisposto un sistema di attribuzione dei punteggi sulla base di alcuni indici che scaturiscono dalla valutazione quantitativa dei reati commessi ed assimilabili alle associazioni mafiose. Nel calderone attentati, stragi, ricettazioni, rapine, estorsioni, usura, sequetri di persona a scopo estorsivo, associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio di denaro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, contrabbando, omicidi per motivi di mafia (o altre organizzazioni criminali), produzione e traffico di sostanze stupefacenti.

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di Nico Falco
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