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Sotto sequestro il depuratore di Occhio Marino

Liquami a mare: indagato il sindaco di Capri


Liquami a mare: indagato il sindaco di Capri
31/08/2010, 18:08

CAPRI - Il sindaco di Capri, Ciro Lembo, è stato indagato per abuso di ufficio e gettito di cose pericolose nell’ambito dell’inchiesta sul depuratore di Occhio Marino, sequestrato dai carabinieri del Noe. Sotto accusa è la delibera dello scorso settembre, reiterata poi a maggio, con la quale Lembo autorizza la Gori, che gestisce il depuratore, a trattare solo il 20 per cento delle acque nere prodotte nell’isola e a sversare in mare, senza alcun trattamento, il rimanente 80 per cento. L’impianto, infatti, è obsoleto e non riesce a ripulire tutti i liquami: perciò la decisione del sindaco, avallata da una conferenza dei servizi che si svolse in Prefettura, di sversare in mare la maggior parte delle acque nere. L’inchiesta è del pm Federico Bisceglia, della sezione Ambiente della Procura coordinata da Aldo De Chiara. In concorso con Lembo è indagato per gli stessi reati l’amministratore di Gori, Giovanni Marati.
Le indagini hanno avuto inizio in seguito ad una denuncia dello stilista Rocco Barocco, che aveva notato una strana schiuma nel tratto di mare davanti alla sua villa. I carabinieri del Noe, coordinati dal maggiore Giovanni Caturano, hanno eseguito diversi accertamenti, tra cui l’acquisizione di alcuni documenti negli uffici della Provincia. Proprio la Provincia, infatti, che ha delle competenze in materia ambientale, aveva revocato a Gori l’autorizzazione a sversare in mare le acque.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il sindaco di Capri aveva reiterato l’ordinanza «per motivi di igiene e sanità pubblica». La cosa più assurda è che esattamente un anno fa, e un mese prima che fosse emessa l’ordinanza, aveva suscitato un clamore mondiale lo scarico in mare, vicino alla grotta azzurra, di liquami fognari da parte di due dipendenti di una ditta di espurgo pozzi neri.
Al processo contro gli operai, che si è concluso con due condanne, il Comune di Capri si è costituito parte civile assieme a quello di Anacapri, ottenendo una provvisionale di 100.000 euro.
Il sequestro del depuratore di Occhio Marino, disposto d’urgenza dal pm, dovrà essere ora convalidato dal gip. L’impianto è tuttavia funzionante: continua a trattare il 20 per cento delle acque nere, mentre il rimanente 80 per cento viene portato sulla terraferma e trattato a spese di Gori.


 

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di Caterina Cannone
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