Cronaca / Nera

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I carabinieri indagano sugli scarichi degli espurghi

Liquami nella Grotta Azzurra, forse sistema consolidato


Liquami nella Grotta Azzurra, forse sistema consolidato
18/08/2009, 18:08

Indagini ancora in corso sui liquami sversati all’ingresso della Grotta Azzurra, ad Anacapri, dopo l’arresto nella notte scorsa di due dipendenti di una impresa di espurghi di Castellammare di Stabia. I due, Salvatore Guerriero e Salvatore Criscuolo, rispettivamente 28 e 52 anni, entrambi attualmente ai domiciliari dopo l’arresto, sono stati sorpresi mentre scaricavano in mare, attraverso un tubo di gomma, il contenuto di un’autobotte della capacità di 5000 litri. Gli investigatori guardano alla terraferma, alla ricerca di eventuali complici. Il sospetto, infatti, è che non si sia trattato di un episodio isolato ma che sia in piedi un vero e proprio sistema abusivo di scarico di liquami, già collaudato e funzionante da diverso tempo.
Gli espurghi vengono fatti su prenotazione, ed hanno un costo che si aggira sui 1600 euro; in questo caso la ditta si era occupata di alcune strutture ricettive e di abitazioni private non direttamente collegate all’impianto fognario. L’autobotte adibita al prelevamento e trasporto in terraferma dei liquami ha una capacità di cinquemila litri, e nel corso dell’operazione della notte scorsa era stata totalmente svuotata. La procedura, però, prevede che il mezzo torni carico dall’isola per poi essere controllato sulla terraferma, e per poi dirigersi finalmente verso le discariche autorizzate. La realtà, invece, potrebbe essere ben diversa: secondo i carabinieri, l’intenzione dei responsabili potrebbe essere stata quella di utilizzare la stessa autobotte per diversi carichi, sversando il contenuto in mare e riportando sulla terraferma soltanto quello degli ultimi espurghi; un sistema per far salire vertiginosamente i guadagni, con una serie di scarichi abusivi.
Dopo gli arresti della scorsa notte, tra la popolazione ci si interroga sulla balneabilità della zona. “Ci verrebbe da dire che abbiamo proprio toccato il fondo, - ha commentato Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania, - un atto criminale, preoccupante ed inaudito. In Campania ormai l’illegalità ambientale ed il rispetto del territorio è all’anno zero. Non si fermano davanti neanche ad una bellezza come la Grotta Azzurra invidiataci in tutto il mondo”.

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di Nico Falco
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