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Il Paese lancia così una sfida a Washington

L’Iran condanna a morte una “spia” americana


L’Iran condanna a morte una “spia” americana
10/01/2012, 10:01

ROMA – L’Iran non teme le sanzioni dell’Occidente sul nucleare e prosegue la sua sfida con tutti i mezzi. Non solo dando comunque il via al suo programma nucleare, ma anche lanciando un forte segnale a Washington e accendendo così il fronte politico diplomatico. In che modo? Con la condanna a morte di una presunta “spia” di origine americana. Si tratta di Amir Mirzai Hekmati, 28 anni, condannato a morte con l’accusa di aver collaborato “con un Paese ostile, di essere membro della Cia e di aver tentato di coinvolgere l’Iran nel terrorismo”. Secondo l’agenzia di notizie locali Fars, Hekmati avrebbe lavorato per quattro anni nell’esercito per poi entrare nella Cia, che l’avrebbe mandato in Iraq e in Afghanistan. L’ex Marine sarebbe stato identificato dai servizi di intelligence iraniani nella base statunitense di Bagram, in Afghanistan, e più tardi localizzato in Iran ed arrestato, mentre tentava di infiltrarsi. Secondo le autorità iraniane, infatti, gli Usa avrebbero ordito questa trama per infiltrare il giovane nell’apparato di intelligence della Repubblica islamica e la Cia avrebbe organizzato la parte operativa del piano. Dagli Usa, però, la famiglia sostiene invece che il giovane fosse in visita alla nonna e ad altri parenti. Secondo i familiari che vivono in America, Amir, smessa la divisa da Marine nel 2005, avrebbe messo in piedi un’azienda di servizi linguistici e culturali che lavorava con le truppe, preparando i militari alla comprensione delle diverse culture. Il Tribunale non ha ancora comunicato la data di emissione del verdetto riguardante Hekmati, ma stando alla legge iraniana, l’uomo dovrebbe avere a disposizione 20 giorni per fare appello.

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di Antonio Formisano
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