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Il provvedimento scaturito da una sentenza di condanna

L'Italia condannata: il Senato non fece processare Dell'Utri


L'Italia condannata: il Senato non fece processare Dell'Utri
24/05/2011, 15:05

STRASBURGO (FRANCIA) - Ancora una volta l'Italia viene condannata alla Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Questa volta, la vicenda risale al 2002 e riguarda il senatore del Pdl (allora di Forza Italia) Marcello Dell'Utri). In quell'anno l'ex proprietario di Pubblitalia '80 venne condannato, con sentenza definitiva, a due anni di reclusione, per un giro di false fatturazioni: si faceva restituire in nero la metà delle sponsorizzazioni per cui faceva lavoro di intermediazione. In quell'occasione, Dell'Utri rilasciò delle dichiarazioni in cui sosteneva che la sentenza (peraltro frutto di un patteggiamento, ndr) era stata causata dal comportamento del giudice Pierluigi Onorato, descritto come un magistrato che agiva per motivi politici. Furono molte e diverse dichiarazioni, su questo tono, che alla lunga spinsero Onorato a fare causa al senatore. Ma il Senato bloccò la causa, sostenendo che quelle dichiarazioni erano state rese nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare; e in quanto tali erano insindacabili, come prevede l'articolo 68 della Costituzione.
Ma la Corte di Strasburgo ha sentenziato che, se è giusto che ci siano forme di tutela per le dichiarazioni dei parlamentari, esse non possono mai spingersi oltre le attività connesse strettamente al Parlamento. Per questo fatto l'Italia è stata condannata a risarcire 16 mila euro al giudice Onorato.

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di Antonio Rispoli
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