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Migliorano intanto le condizioni della donna e del piccolo

Lite in sala parto: indagati i due ginecologi e il primario


Lite in sala parto: indagati i due ginecologi e il primario
29/08/2010, 18:08

MESSINA - La Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati i due ginecologi protagonisti della lite nella sala parto del Policlinico, Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto, e il responsabile dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia, il prof. Domenico Granese. Il litigio avrebbe ritardato l'intervento sanitario su una partoriente, Laura Salpietro. Le condizioni della donna e del figlio Antonio sono migliorate. Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale del Policlinico di Messina, Giuseppe Pecoraro. "L'azienda - ha detto l'uomo - sta verificando attraverso una propria commissione di indagine lo svolgimento dei fatti. Lunedì adotteremo gli atti necessari per fare fronte a una situazione brutta ed esecrabile. Non escludiamo provvedimenti severi". "Questo purtroppo - prosegue Pecoraro - è uno dei reparti che ha dei problemi, perché l'organizzazione non è la migliore che ci possa essere".
LA REPLICA DEL MEDICO - "Sono preoccupato - ha affermato il ginecologo Vincenzo Benedetto – su questo caso c'è stata un'esagerazione da parte dei media. Non si enfatizza perché siamo al Sud, ma perché in generale la sanità è sempre sotto l'occhio del ciclone". "Abbiamo entrambi un'attività privata - ha osservato l'altro medico sospeso dalla direzione del policlinico di Messina dopo la lite in sala parto con il collega, Antonio De Vivo - come consentito dalla legge, e nessuno dei due ha mai interferito sui pazienti dell'altro". Il dottor Benedetto ha anche specificato di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia.
DOMANI FAZIO AL POLICLINICO - Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sarà domattina al Policlinico di Messina per visitare Laura Salpietro, la donna che ieri ha dato alla luce il figlio mentre i medici litigavano. Già ieri il titolare del dicastero aveva deciso di inviare gli ispettori per fare luce sulla vicenda. Intanto i carabinieri del Nas sono giunti a Messina su disposizione della Commissione nazionale di inchiesta sul servizio sanitario nazionale che si sta occupando della vicenda dopo che il marito della donna, Matteo Molonia, ha presentato denuncia, convinto che il diverbio abbia ritardato l'intervento provocando problemi di salute alla paziente e al figlio. "Probabilmente al Nord un episodio del genere non sarebbe accaduto, anche se è chiaro che fatti di malasanità avvengono dappertutto" ha dichiarato l'uomo.

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di Redazione
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