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L’intervista a Pancho Pardi, capogruppo IdV in vigilanza Rai

Lite Santoro - Masi. “La Rai al servizio del Cavaliere”

Senatore Pardi: “La Tv, macchina di rincretinimento sociale”

Lite Santoro - Masi. “La Rai al servizio del Cavaliere”
28/01/2011, 11:01

Tutti contro tutti. Il caso Ruby, ormai da diverso tempo, approda in televisione. Ed è polemica sulle modalità in cui la tv affronta la questione. Nel giro di telefonate in diretta televisiva che ormai spuntano dappertutto, ieri è arrivata quella del Direttore Generale della Rai a Santoro. Per bacchettarlo e prendere le distanze da ‘Annozero’. Su tutto questo non usa mezzi termini il senatore Pancho Pardi, capogruppo IdV in commissione vigilanza Rai: “Masi è al servizio del Cavaliere”.

Senatore un suo commento sull’intervento di Masi ieri sera alla trasmissione di Santoro?
Mi viene in mente un solo aggettivo: ridicolo. Con la telefonata ad ‘Annozero’ il direttore generale della Rai ha confermato ancora una volta , ma non ce n’era bisogno, di essere solo un ridicolo burattino nelle mani del presidente del Consiglio.

Piuttosto che presentarsi dai giudici, il premier sembra affetto da una ossessione interventista nelle trasmissioni televisive. Cosa ne pensa?
Il concetto è più o meno lo stesso. Anche per il presidente del Consiglio, e la sua passione interventista nelle trasmissioni, mi viene in mente l’aggettivo ridicolo. Più che ridicolo, grottesco. Nega la verità: lui è il puttaniere di palazzo Chigi, e vuole far credere che con le ragazze si siano consumate soltanto, come dice, delle seratine eleganti. Non si capisce perché debba preoccuparsi di tenere in comodato d’uso queste ragazze in appartamenti di un condominio a Milano 2, e non si capisce però perché, in cambio di queste seratine eleganti, le ragazze debbano ricevere di volta in volta 5, 10, 40 mila euro, per un accumulo annuo di cifre esorbitanti. Molto di più di quanto possa guadagnare un comune cittadino che svolga un comune lavoro. È già stata fatta un’osservazione, ma preferisco ribadirla: perché tra le persone beneficiate compaiono solo, e rigorosamente, avvenenti ragazze tra i 17 e i 27 anni? Tutte alte, belle e bionde? E non compare, invece, una precaria o una portatrice di handicap, che forse avrebbe maggiore bisogno di essere beneficiata?

È polemica su ‘Annozero’ e trasmissioni simili, definite “politicizzate e di sinistra”. Lei cosa ne pensa? Pare sia meglio non affrontare il caso Ruby allora?
Assolutamente no. L’argomento va affrontato. Io ho discusso, per esempio, in vigilanza Rai la provocatoria proposta dei due conduttori. Nel dibattito interno in vigilanza ho risposto che se fossimo in un Paese normale, dove il presidente del Consiglio non è proprietario della televisione privata e anche controllore della televisione pubblica, sarebbe perfino divertente avere due conduttori. Perché no, in una direzione di confronto giornalistico e pluralistico? Il problema è che questa proposta è stata avanzata perchè i due conduttori servono per infilare un conduttore a vantaggio del centrodestra, dove loro ritengono ci sia un conduttore a vantaggio del centrosinistra. Si può benissimo discutere nei talk show, ma non bisogna tralasciare un altro aspetto fondamentale: si sta a discutere, quasi con un bilancino, sulla presenza e la contro presenza di soggetti politici o parapolitici, ma non si prende in considerazione che l’intera macchina globale della televisione, con la sua pubblicità e la comunicazione subliminale, sia una macchina di rincretinimento sociale collettivo. Facciamo anche il dibattito sul pluralismo, però rendiamoci conto che così come è la televisione è una struttura, come ho detto, di rincretinimento sociale.

Su Santoro il centrodestra parla di “dittatura” e invita gli italiani a non pagare il canone Rai …
Io credo che molti italiani siano realmente tentati a non pagare il canone Rai, perché la Rai non è più un servizio pubblico: è un servizio privato a vantaggio del presidente del Consiglio con rare eccezioni. Quindi gli italiani che pensano di non dover pagare il canone per questa ragione, hanno diritto di pensarlo. Io li invito a non farlo, perché il loro sostegno può solo aiutare a far si che il servizio pubblico sia tale a tutti gli effetti. Trovo l’invito a non pagare il canone Rai assolutamente provocatorio e qualunquista, proprio nel perfetto stile degli sfasciatori del servizio pubblico, di cui Berlusconi è un ottimo rappresentante.

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di Antonio Formisano
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