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Livorno, camionista sbranato da otto cani randagi

I cani sono stati catturati

Livorno, camionista sbranato da otto cani randagi
29/02/2012, 09:02

LIVORNO - Una tragica vicenda si è consumata ieri nel piazzale della ditta Di Leo, a Biscottino, una frazione di Collesalvetti al confine tra le province di Livorno e Pisa, dove Vito Guastella, autotrasportatore di 50 anni originario di Alcamo, è morto sbranato da un branco di otto cani.

L'uomo, camionista della Marco Polo Autotrasporti di Alcamo (Trapani), doveva aver chiesto il favore di parcheggiare il rimorchio nel piazzale della ditta Di Leo per non lasciare il carico incustodito altrove. Questa decisione ha provocato conseguenze inimmaginabili: poco prima delle 8,00, quando Guastella stava collegando dei cavi per agganciare il rimorchio alla motrice e poi mettersi in marcia, otto meticci con le apparenze di dobermann hanno fatto irruzione nel piazzale, dove hanno assalito e sbranato l'uomo. Colto di sorpresa, il camionista è stato attaccato soprattutto alle gambe, ridotte quasi fino alle ossa.

A scoprire il corpo dell'uomo, intorno alle 10,40, è stata una dipendente della ditta Di Leo, la donna delle pulizie, che ha notato il camion di Guastella fermo e con il motore acceso. Insospettita si è avvicinato al mezzo, da dove ha visto il corpo di un uomo a terra, ormai privo di vita, e i cani che ancora si avventavano su di lui. A nulla è servito l'intervento dei soccorsi del 118: l'uomo era già morto.

Guastella deve aver tentato invano di divincolarsi dalla furia degli otto cani, come dimostra il fatto che i brandelli dei suoi vestiti siano stati ritrovati disseminati in uno spazio di almeno 30 metri quadrati e che il suo corpo sia stato rinvenuto sul polveroso selciato vicino alla recinzione del piazzale, dove l'uomo deve aver cercato di trovare una via di fuga. Proprio attraverso alcune aperture nella recinzione del piazzale devono essere entrati i cani, sette dei quali sono stati catturati e portati in una struttura convenzionata, dove sono stati sottoposti alla profilassi antirabbica dai veterinari della Asl.

Il branco era stato avvistato nella zona già altre volte, ma i cani non erano mai stati protagonisti di episodi tanto violenti. L'area è stata posta sotto sequestro e i carabinieri e la Procura indagano per verificare se quanto è accaduto è da attribuirsi alla negligenza di qualcuno. La Asl, infatti, afferma che i cani non sono da considerarsi randagi, in quanto apparterrebbero per legge al proprietario del terreno nel quale dimoravano abitualmente. Tuttavia bisogna tenere in conto il fatto che la recinzione del terreno è danneggiata e i cani erano liberi di entrare e uscire senza alcun controllo. Inoltre bisogna chiarire la posizione di una donna rumena di circa sessant'anni, che vive in una roulotte all'interno del piazzale e dava saltuariamente da mangiare ai cani. E' stato anche grazie all'aiuto di quest'ultima che i veterinari dell'Asl sono riusciti a catturarli.

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di Vanessa Ioannou
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