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Alunni lasciati in strada due ore prima dell’ultima ora

Lo sciopero non sciopero del liceo A. Diaz


Lo sciopero non sciopero del liceo A. Diaz
12/03/2010, 15:03

CASERTA - La giornata è limpida, la temperatura non rigida ed il sole un po’ meno indifferente rispetto alle mattina invernali degli ultimi tempi. Lo sciopero nazionale indetto dalla Cgil che avrebbe dovuto abbracciare numerose categorie di lavoratori, pare dunque poter cominciare nel migliore dei modi. Persino il maltempo persistente dei giorni scorsi ha infatti deciso di lasciar spazio ad una manifestazione più che vitale per raddrizzare la spina dorsale di un paese da troppo genuflesso sotto il peso della pigrizia e dell'ignavia.
Tra le tante scuole che avrebbero dovuto dimostrare un barlume di senso civico e responsabilità, c’è anche lo storico liceo scientifico di Caserta Armando Diaz. 140 Docenti in tutto pronti a rinunciare ad un giorno di paga ed a rappresentare una piccola ma fondamentale goccia nell’oceano di cialtronerie dell’attuale governo (ma anche di quelli precedenti; per esser giusti). La scoperta che dei 140 “isegnanti-spartani” hanno aderito allo sciopero solo una ventina la faccio per pura casualità. Tornando verso casa, infatti, noto a Via Ferrara il trambusto tipico che intasa la strada verso 13:30 circa. Guardo l’orologio: sono le 11:30. Abbasso il finestrino e chiedo informazioni per curiosità: “State andando a casa per via dello sciopero?”. “Si si…qualche insegnante ha aderito alla manifestazione e così ci hanno mandato a casa prima”.
A rispondermi è un ragazzino dentone con gli occhi di squalo e i capelli di Marek Hamsik. Ma non è illegale svuotare un liceo durante uno sciopero? In pratica succede così: a manifestare per protesta contro una riforma scolastica considerata sconclusionata e delirante da moltissimi sono stati solo pochissimi (20 su un totale di 140). A quei venti sarà scalata dal prossimo stipendio una giornata di lavoro, mentre,gli altri 120,godranno di una giornata di lavoro dimezzata e di uno stipendio che resta intatto il prossimo ventisette del mese. E allora? Di cosa parliamo? Di quali rivoluzioni e mobilitazioni generali? La storia è sempre la stessa: i giusti passano per fessi e i furbi rovinano il futuro dei giovani. Ma quanto costa la dignità di un dipendente pubblico e, nel caso specifico, di un insegnante? Più o meno 50 euro. 50 euro per chiudere gli occhi, non mettersi in gioco, non esprimere dissenso e lasciare ai soliti “volontari” l’onere di determinate responsabilità. Il nostro paese è sciatto a partire proprio dalle scuole; spesso patetiche e deprimenti scatole vuote riempite di inutile nozionismo. Dov’è l’orgoglio dei docenti del Liceo Scientifico Diaz? Forse nessuno di loro ha letto la riforma del ministro Maria Stella Gelmini? O forse quel mezzo centone val più della professionalità e del futuro di alunni e figli? I libri di storia, oltre a leggerli, si può anche anche tentare di scriverli. Non c’è bisogno di insegnanti di sinistra o di destra ma di professori che, senza politicizzare le proprie classi, riescano a trasferire agli alunni un senso di fierezza che non ha colori e non si perde dietro qualche ideologia polverosa. Ciò che è successo oggi al Liceo Scientifico Diaz di Caserta è grave; gravissimo. Ma nessuno o quasi ne parlerà. E sapete perché? Perché si tratta solo dell’ennesimo esempio di ordinaria ignavia e di straordinaria miopia.



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di Germano Milite
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