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Lo spazio sociale Bancarotta rinasce: occupato ex Lido Pola a Coroglio


Lo spazio sociale Bancarotta rinasce: occupato ex Lido Pola a Coroglio
17/05/2013, 16:41

Diverse decine di giovani, studenti e precari dell'area occidentale di napoli da stamattina alle 7 hanno avviato l'autogestione degli spazi dell'ex Lido Pola, celebre locale-piano bar alle porte di Nisida noto ai napoletani soprattutto negli anni 60 e 70 e ora dimesso e lasciato totalmente all'abbandono e al degrado da oltre dieci anni. In poche ore di lavoro è già stata ripulita una parte consistente della struttura che era piena di rifiuti e calcinacci. Assenti le finestre e le porte è cominciato subito l'intervento di autorecupero dello spazio, mentre per fortuna rimane più che solida la struttura in cemento armato dello stabile. Ad attivarsi sono gli stessi giovani di Bagnoli e Fuorigrotta  che avevano visto sgomberare il proprio spazio sociale (Bancarotta) paradossalmente proprio da un intervento della magistratura col sequestro dei terreni ex italsider per quella truffa sulla bonifica che proprio il laboratorio sociale denuncia dalla sua nascita insieme ai comitati civici del territorio. L'azione di oggi non solo sancisce il rilancio di Bancarotta 2.0, ma fa parte di quella "bonifica sociale" di Bagnoli fatta di protagonismo e partecipazione dei cittadini, di riappropriazione e autorecupero che i comitati rivendicano da tempo contro ogni truffa privata e istituzionale perpetrata in questi anni.

Se il Governo, a tutti i suoi livelli, procede alla dismissione del patrimonio pubblico, da privatizzare per fare cassa, la risposta che vogliamo dare attraverso le azioni di riappropriazione dal basso è che questa città non è in vendita. Gli spazi comuni non si cedono a privati né si possono lasciare alla gestione fallimentare e privatistica del pubblico: riprendiamoceli!
Nell’elenco dell’Agenzia del Demanio, fra i 12.000 beni immobili italiani in vendita (per un valore di circa 42 miliardi), quelli in Campania risultano essere 1.063, di cui oltre la metà si trova nella provincia di Napoli, tra case, interi rioni, linee ferroviarie, cabine elettriche, chiese, scuole, ruderi, arenili, ristoranti; l’ex Lido Pola a Coroglio, nello specifico, è spezzettato in tre lotti, in svendita per poco più di 830.000 euro: un altro boccone offerto a speculatori e palazzinari sul litorale di Bagnoli! La struttura, dall’illustre passato, ha chiuso i battenti negli anni ’80 e da allora versa in uno stato di abbandono e di degrado, una discarica a cielo aperto che lascia campo libero all’abusivismo. Mentre perdura un lungo contenzioso tra i vecchi concessionari e il demanio, lo spazio ha continuato a degradare nel disuso, un simbolo della cristallizzazione in cui si è costretto il territorio di Bagnoli, e ora rischia la svendita.

Anche la giunta De Magistris, per coprire il dissesto finanziario del Comune di Napoli, ha abbracciato la linea della dismissione, puntando alla vendita degli immobili che “producono passività” per “fare cassa”. In contrasto con il processo di dismissione si sono moltiplicate negli ultimi anni le esperienze di occupazione, autogestione, recupero sociale di spazi pubblici, dimostrando che non solo è possibile e necessario bloccarne la gestione privatistica, ma che esistono modelli di gestione alternativi, possibili e sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni sociali che emergono nella crisi: dall’abitare, al welfare, ai servizi, alla cultura, al reddito.

Con l’occupazione rivendichiamo adesso il nostro diritto a restituire piena attività all’ex Lido Pola, la stessa attività che – dal giorno dell’applicazione dei sigilli della Magistratura – ci è stato impedito di continuare all’interno degli spazi di BANCAROTTA, l’ex Banca Intesa a via Coroglio 49 che dal 2 giugno 2012 era stata rifunzionalizzata e restituita alla città. L’unico spazio – a dispetto del vero oggetto dell’inchiesta, le attività di Bagnoli-Futura, il disastro ambientale e la truffa della bonifica mai compiuta –  realmente penalizzato dal sequestro “dinamico”, secondo una logica tutt’altro che chiara, e su cui ancora cerchiamo verità e giustizia. Le attività di Bancarotta sono proseguite temporaneamente nelle strade e nelle piazze del quartiere. Nell’attesa degli sviluppi della maxi-inchiesta della Magistratura, l’amministrazione comunale non si è preoccupata né di riconoscere la legittimità della comunità di Bancarotta, né di trovare congiuntamente soluzioni alternative concrete, nonostante gli impegni presi di fronte all’evidenza della situazione. Come di consueto la soluzione l’abbiamo trovata da soli, individuando un luogo a noi vicino non soltanto al livello territoriale, ma anche e soprattutto sul piano delle istanze: nessun posto poteva rappresentare osservatorio migliore sulla realizzazione della spiaggia pubblica, su cui si muove già da tempo la campagna “Una spiaggia per tutti”, e sulla definitiva bonifica del mare e dei terreni, per la quale si è da poco costituito il neo-comitato “BonifichiAmo Bagnoli”. Ecco perché abbiamo scelto l’ex Lido Pola: per farne oggetto di bonifica sociale, continuando a ribadire l’indispensabile partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che riguardano l’area occidentale di Napoli.

Vogliamo avviare da subito un’esperienza di autorecupero dell’ex Lido Pola per sottrarlo al degrado e all’incuria, aprendo una discussione con più soggetti sociali per una riprogettazione partecipata delle funzionalità di questo spazio.

Contro la dismissione, la precarietà e l’assenza di diritti perpetrate dagli artefici della crisi ai danni di nuove e vecchie generazioni di quest’Europa manovrata da banchieri, costruiamo dal basso un modello di sviluppo nuovo, agli antipodi di quelli fallimentari di BagnoliFutura e delle amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, che promuova una diversa distribuzione di reddito e ricchezza sociale.

Alla lotta per una riqualificazione ambientale che sottragga il territorio alle logiche clientelari e predatorie che ne hanno fatto scempio negli ultimi decenni, vogliamo unire un progetto di socialità alternativo, fondato sulla solidarietà, sulla cooperazione, sulla libera condivisione e sulla partecipazione. Per continuare a costruire dal basso la nostra idea di bene comune: un laboratorio di arte, musica, eventi culturali, saperi e pratiche comuni! Per trasformare il nostro presente e riprenderci il futuro: spazi, reddito, diritti, dignità, felicità, indipendenza!

 

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di Redazione
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