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Reggio Calabria. Dopo la bomba arrivano i rinforzi

Lo Stato accetta la sfida della 'ndrangheta


Lo Stato accetta la sfida della 'ndrangheta
05/01/2010, 11:01

 REGGIO CALABRIA - I magistrati della Dda ed i carabinieri non hanno dubbi. La bomba piazzata davanti alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria è un messaggio preciso della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale che ha il suo quartier-generale proprio in Calabria. I due attentatori hanno dimostrato una grande “professionalità” che spazza via ogni dubbio sulla matrice dell’azione terroristica. La mafia alza il tiro ed ha scelto il cuore delle istituzioni, la Procura, simbolo della legge e dello Stato. Una decisione studiata a tavolino e presa da tutte le principali cosche locali. Un patto di ferro contro chi, a colpi di inchieste e provvedimenti restrittivi della libertà personale, tenta di mettere il punto finale agli affari illeciti sul territorio. Lo stesso Procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, è stato chiaro: “Questa iniziativa non può che essere stata decisa collegialmente dai vertici delle cosche locali”. Di Landro ha ricevuto pure una telefonata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha manifestato solidarietà ai magistrati di Reggio ed ha chiarito che il governo è in prima linea ed è pronto a mettere a disposizione della Procura risorse e collaborazione per rimarcare ancora di più la presenza dello Stato in modo da reagire con forza all’attacco della ‘ndrangheta.
Parole dure quelle del ministro che testimoniano l’impegno del governo contro le organizzazioni criminali che dominano nelle principali regioni del Sud: la mafia in Sicilia, la camorra in Campania, la Sacra corona unita in Puglia e la ‘ndrangheta in Calabria appunto.
Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha garantito immediatamente un aumento delle forze dell’ordine sul territorio. Più uomini e più mezzi. Come prima risposta. Altre arriveranno nei prossimi giorni anche se la momento non è stata presa in considerazione nessun provvedimento speciale. Ma la bomba di Reggio rappresenta anche la svolta per la ‘ndrangheta, probabilmente epocale. Le cosche locali hanno cambiato strategia, puntano al salto di qualità e tentano, nel modus operandi di avvicinarsi di più alla violenza della mafia e della camorra.

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di Giovanni De Cicco
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