Cronaca / Sangue

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Lo Verde riflette sulla strage di immigrati al largo di Lampedusa


Lo Verde riflette sulla strage di immigrati al largo di Lampedusa
08/04/2011, 11:04

Roma, 7 aprile 2011 - Questa mattina all’alba sono ricominciate le ricerche degli oltre 200 immigrati dispersi nelle acque maltesi dove, verso le ore 4 di mercoledì, è affondata un’imbarcazione diretta verso le coste italiane. A causa del forte vento, il barcone si è ribaltato e ha rovesciato in mare le circa 300 persone che erano a bordo. Tra i dispersi numerose donne e bambini. Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti, riflette su quanto accaduto, senza nascondere la propria angoscia: “Questa tragedia, che non è la prima, né sarà l’ultima, è provocata da una situazione di disagio che si vive nel Mediterraneo da decenni e che non si vuol risolvere. Quando accadono simili sciagure si comprende che non c’è la volontà di soccorrere le persone. La cosa che mi ha stranito di più è che i maltesi avevano intercettato l’sos e non hanno agito. A questo punto, sono intervenuti gli italiani che sono riusciti a trarre in salvo soltanto una cinquantina di persone. Se fossero arrivati prima, quasi certamente, avrebbero potuto mettere in salvo più persone e con maggiore facilità”.

“Il dramma - incalza un rammaricato Lo Verde - è che questi salvataggi appaiono come obblighi. Mi dispiace apprendere che tutto appare come se lo dovessimo fare nell’esclusivo rispetto delle leggi del mare e di quelle umanitarie. Insomma, come se dovessimo farlo per forza”.

L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude la sua analisi con parole di rabbia, miste ad un profondo sconforto: “Arriviamo sempre in ritardo nella speranza che non si sia già consumata la tragedia. È una vergogna, un evento che non porta onore né all’Italia né all’Europa”.

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di Redazione
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