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"C'è un piano per annientarmi"

Lombardo:"Non ho avvisi di garanzia, vogliono uccidermi"


Lombardo:'Non ho avvisi di garanzia, vogliono uccidermi'
13/04/2010, 20:04

PALERMO - Raffaele Lombardo smentisce rapidamente la notizia che lo vedrebbe destinatario, insieme al fratello, di un avviso di garanzia che parla di concorso esterno in associazione mafiosa. Un'accusa diffusa quanto effettivamente vaga che colpisce ogni anno decine e decine di politici di rilievo. Il governatore siciliano si difende da quelle che vengono additate come false voci:"Può apparire incredibile che per una vicenda giudiziaria che investe il presidente della Regione e che mette a repentaglio la sopravvivenza del governo che presiedo e dell'Ars, chi vi parla non abbia a tutt'oggi ricevuto neppure un avviso di garanzia. Sembra incredibile ma è vero".
Ma il numero uno della trinacria, fuoriuscito dall'Udc nel 2005 per fondare l'Mpa e successivamente eletto al governo della regione con oltre 2 milioni di voti (ed il 66% di preferenze) non si limita alla propria difensa ed anzi attacca parlando, addirittura, di complotti orditi ai suoi danni. Per Lombardo, infatti, le vicende giudiziarie e politiche lo hanno visto coinvolto negli ultimi tempi, non sarebbero altro che"uno stillicidio di insulti ispirato da un tavolo trasversale ai partiti in cui si è progettato di far cadere il Governo e la legislatura con mezzi politici. Non solo "se fosse bastato, con mezzi mediatico- giudiziari, qualora non fosse bastato il primo metodo, o anche fisicamente se non fossero bastati i primi due piani".
Insomma un altro martire (ricco e potente) della politica italiano. Un'altra vittima di complotti massonici. Eppure, secondo quanto raccontano praticamente tutti i media, in due anni i carabinieri del Ros avrebbero redatto un poderoso dossier decisamente "pericoloso" per la famiglia Lombardo. Secondo quanto emerso, infatti, sembra che il presidente della trinacria e suo fratello Angelo, in occasione delle varie elezioni, abbiano avuto diversi contatti con alcuni esponenti della malavita organizzata. Il nome più importante è quello di i Vincenzo Aiello, il quale, dagli inquirenti, è ritenuto uomo fidato del capo mafia ergastolano Benedetto Santapaola.

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di Germano Milite
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