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Per spiegare scientificamente una realtà

L'omosessualità: una malattia o una condizione naturale?


L'omosessualità: una malattia o una condizione naturale?
29/08/2010, 08:08

In questi giorni si leggono numerosi articoli di esponenti sulla Chiesa che lanciano scomuniche e strali di vario genere contro gli omosessuali. Ma vediamo cosa è l'omosessualità dal punto di vista scientifico. Cioè l'omosessuale è un malato, una persona da curare, come dice la Chiesa? O è altro? Una premessa importante: in quanto articolo scientifico, questo va letto fino in fondo, prima di giudicare

In un certo senso l'omosessuale è una persona che ha un "errore genetico". Vediamo perchè. A scuola insegnano che l'uomo ha 46 cromosomi, divisi in 23 coppie e che la 23esima coppia è quella sessuale: se i cromosomi hanno la forma XX, è una femmina; se hanno la forma XY, è un maschio. Tutto vero, ma con una specificazione: parliamo del sesso fisico, esteriore. CIoè questi cromosomi decidono se l'individuo ha i seni o meno, ha la vagina o il pene, la voce da contralto o da tenore, ecc. Ma non decide altro. Poi invece c'è un altro cromosoma, il 17, che decide il livello di estrogeni che ci sono nel feto durante la gravidanze. Se il livello è alto, si avrà una persona con la mente femminile, cioè una persona a cui piacciono gli uomini; se è basso si avrà una mente maschile, cioè una persona a cui piacciono le donne. Normalmente questi cromosomi lavorano in sincorono: ad una persona che ha la 23esima coppia XX avrà un alto livello di estrogeni e quindi sarà interessata agli uomini; viceversa, se la coppia è XY, gli estrogeni saranno bassi e la persona sarà interessata alle donne.
Ma all'incirca in un caso su dieci (una statistica dice che gli omosessuali variano dall'8 al 12%, in quelle società dove non hanno motivo per nascondersi) questa "concordanza" di azione dei cromosomi viene a mancare. E quindi abbiamo un uomo con la mente di una donna o una donna con la mente di un uomo: ecco un omosessuale. E' da considerarsi una malattia? Assolutamente no. Non più di quanto accade abitualmente, dove da due genitori dai capelli neri esce una figlia o un figlio biondo. E' una di quelle discordanze innocue che avvengono alla nascita di ciascuno di noi.
Inoltre, data la costanza, nel corso del tempo, della presenza di omosessuali in tutte le società, vuol dire che è un "errore sistematico", diciamo così. CIoè il nostro DNA è predisposto a questa "discordanza" nell'azione dei geni. Il che la rende una condizione normale. E quindi non ci sarà monsignore che potrà impedirlo con la violenza del suo odio; nè potranno impedirlo i tanti violenti che si divertono a pestarli, ben sapendo che Polizia e Carabinieri molto raramente si scomodano a cercarli, se il fatto non è grave (si muovono se si tratta magari di un accoltellamento, o se la vittima è illustre, ma non se picchiano il signor Mario Rossi). E' scritto nel nostro DNA, insieme al fatto che abbiamo due braccia, due gambe e - per quei pochi che la usano - una testa

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di Antonio Rispoli
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