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È il 24enne Harry Burkhart, tedesco residente a Hollywood

Los Angeles: 55 roghi in città, forse un solo colpevole

Avrebbe agito per vendetta contro il governo federale Usa

Los Angeles: 55 roghi in città, forse un solo colpevole
03/01/2012, 14:01

LOS ANGELES – Circa 55 roghi appiccati in città e nel circondario, un unico colpevole: si tratta del 24enne Harry Burkhart, di nazionalità tedesca, ma residente a Hollywood. Sarebbe lui il piromane, autore degli incendi che, a partire dal giorno di festività del Capodanno, hanno generato grande panico tra gli abitanti di Los Angeles, oltre che ingenti danni stimati attorno ai 3 milioni di dollari. Il ragazzo è stato fermato dalla polizia, dopo essere stato intercettato da un vice sceriffo australiano che ha riconosciuto il suo furgone con targa canadese, simile a quello ripreso dalle telecamere di sorveglianza dei luoghi dove si sono verificati gli incendi. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano “The Los Angeles Times” (si tratta di una testimonianza raccolta da una vicina di casa del giovane), il 24enne avrebbe agito per vendetta contro il governo federale Usa, in seguito a una disputa legale che aveva coinvolto la madre. Intanto, le indagini su questo caso procedono, perché appare quanto mai inverosimile che ad appiccare i 55 incendi possa essere stata una sola mano: le autorità, infatti, non escludono che dietro questi attacchi si nascondano anche altre persone. Le stesse autorità, nel bollare questa ondata di incendi come la “peggiore dal 1992”, fanno sapere di essere al lavoro su centinaia di indizi e prove. Per il momento resta ancora imprecisato il numero degli edifici danneggiati e delle persone sfollate.

QUATTRO GIORNI DI FIAMME A LOS ANGELES
Tutto è iniziato venerdì scorso. Sono stati quattro giorni di fiamme per Los Angeles: nella maggior parte dei casi gli incendi sono partiti da macchine parcheggiate in posti auto coperti o dentro i garage e le fiamme si sono poi propagate nelle abitazioni vicine costringendo le persone ad evacuare. Le fiamme hanno colpito anche la casa di Jim Morrison: l’abitazione dove, nel 1968, compose i testi per l’album “Waiting for the Sun”, considerato da molti uno dei migliori lavori dei Doors.

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di Antonio Formisano
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