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Le indagini partite dalla denuncia di un imprenditore

Lotta al racket: nuove accuse ai clan, sei arresti


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Lotta al racket: nuove accuse ai clan, sei arresti
24/12/2009, 11:12

ERCOLANO – Nuovo scacco alla camorra. Continua, dunque, l’onda lunga della lotta delle forze dell’ordine al racket delle estorsioni. Dopo le recenti operazioni dei carabinieri e della polizia di Torre del Greco che hanno portato ad arresti eccellenti, proprio alle soglie del Natale, viene inferto un altro duro colpo alla criminalità organizzata del vesuviano che vessava le proprie vittime con continue richieste di pizzo.
La polizia del commissariato di Portici-Ercolano, infatti, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, tutte ritenute affiliate ai clan rivali dei “Birra-Iacomino”  e “Ascione-Papale” attivi sul territorio della città degli scavi e indiziate di estorsione aggravata. Si tratta di Ciro Savino, Marco Cefariello, Francesco Polese, Aniello Taurino, Pasquale Borragine e Alessandro D´Anna. Alla base dell’operazione della polizia, la denuncia di un imprenditore che, durante le passeggiate antiraket, iniziativa organizzata dal comune, ha trovato il coraggio di denunciare i suoi strozzini. L’uomo, infatti, era costretto a pagare il pizzo contemporaneamente ai due clan rivali di Ercolano e obbligato ad acquistare pane ad un prezzo superiore a quello di mercato. Ma la collaborazione con le forze dell’ordine ha permesso di  mettere la parola fine alle continue richieste di denaro e alle minacce con l’arresto di sei presunti estorsori. L’attività investigativa portata avanti dalla polizia, coordinata dalla Dda della Procura della Repubblica di Napoli, ha appurato che i soggetti operavano estorsioni ai danni di commercianti locali. Dalle indagini è emerso che, in caso di resistenza, l’imprenditore vittima del racket, veniva convocato nella roccaforte del clan in via Cuparella. E qui avveniva la richiesta di mille euro a fondo perduto e di 300 euro da versare mensilmente per ogni singolo esercizio commerciale di
proprietà, per un profitto complessivo di 7mila euro una tantum e 2.100 mensili. Ieri l’incubo per il commerciante è finalmente finito con le 6 ordinanze di custodia cautelare. Intanto il sindaco di Ercolano Nino Daniele, che al momento si trova a Gerusalemme, ha espresso, attraverso l’invio di un telegramma al dirigente del commissariato, tutta la sua soddisfazione per il nuovo importante colpo inferto alle organizzazioni camorristiche del territorio.

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di Elisa Scarfogliero
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