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Lopa: gravi rischi per le imprese agroalimentare

Lotta alle bevande di fantasia al gusto di frutta


Lotta alle bevande di fantasia al gusto di frutta
01/04/2009, 11:04

Le cosiddette "bevande di fantasia al gusto di frutta" possono non contenere succo di arancia, limone o altro e riportare comunque in etichetta la dizione "al gusto di ....." o "al sapore di ...." con addirittura immagini sulle confezioni che fanno esplicito riferimento alla frutta assente.Lo rende noto con particolare perplessittà e preoccupazione, il Rappresentante della Consulta Nazionale dell'Agricoltura e dell'Agroalimentare, Rosario Lopa, nel commentare i contenuti della proposta votata al Senato .L'interpretazione della proposta, consente la vendita di bibite "al gusto di..." o "al sapore di...." con contenuti marginali o addirittura l'assenza totale di succo di frutta, sostituito dalla presenza di aromatizzanti, coloranti, acqua e zucchero. Ma,continua Lopa, è anche permesso riportare sulle confezioni figure o indicazioni che fanno riferimento a frutta non presente, ma di cui la bibita ha il sapore grazie solo all'impiego di specifici aromi.Secondo la proposta, spiega l'esponente dell'Agricoltura, non è più in vigore l'articolo 29 del D.P.R. n.719/1958, che giustamente, in quanto ingannevoli nei confronti dei consumatori, vieta per le bevande analcoliche con denominazioni di fantasia, l'utilizzo di immagini richiamanti frutta non presente o presente in percentuali insignificanti. Il via libera alle bevande "al gusto" o "al sapore" di arancia senza arance, calpesta il sacrosanto diritto dei consumatori a un'informazione corretta e trasparente sugli alimenti acquistati, permette l'utilizzo di figure e fotografie come "specchietto per le allodole" ingannevole sui contenuti del prodotto e spinge verso un'ulteriore preoccupante riduzione del consumo nazionale di frutta. Si rischia peraltro,prosegue Lopa,che possa essere aggirata l'attuale normativa per le bevande analcoliche "a base di" frutta che stabilisce un contenuto di succo non inferiore al 12 %, in riferimento al quale gli organismi di controllo del Mipaaf, hanno eseguito, già nel corso degle anni 2003/2007 numerosi sequestri. La correttezza dell'etichetta e la sua necessaria verifica si conferma ancora una volta uno strumento indispensabile di trasparenza nel rapporto tra produttori e consumatori.E' veramente insolito dare ai bambini,"Bibite al succo di arancia che di arancia non hanno nulla"come cita il disegno di legge comunitaria 2007 che, con l'articolo 9, modifica la legge del 3 aprile 1961 n286 che riguarda la "Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazione di fantasia". Si tratta di un via libera alla messa in commercio di bibite che contengono soprattutto zucchero, aromi e coloranti invece della frutta vera, con un inganno all'insaputa dei consumatori che per trovare una "traccia" di succo d'arancia dovranno appunto utilizzare la "fantasia" di cui si parla nel testo della legge.E' un provvedimento assurdo,commenta ancora Lopa,In questo modo il leggiferatore, non fa altro che dare un'ulteriore spinta in avanti alla crisi che è già in atto. Infatti per ogni punto percentuale di frutta in meno nelle bibite si registra una riduzione di circa 7 milioni di litri di succo d'arancia pari a 235mila quintali di prodotto. Ciò comporta non solo un danno per la salute dei cittadini italiani, che consumeranno zuccheri e coloranti che non hanno nulla a che vedere con la frutta, ma anche per le molte imprese agricole campane e della provincia di Napoli impegnate nella coltivazione degli agrumi".L'approvazione di questo disegno di legge dunque peggiorerebbe ulteriormente la grave crisi che sta vivendo il mercato agrumicolo locale e italiano in genere.Chiederemo a gran voce sia al nostro governo che a quello comunitario di tornare sui propri passi. Se il nostro appello cadesse nel vuoto i danni alle imprese agrumicole sarebbero gravissimi.Da anni, ha concluso Lopa, ci battiamo per una maggiore trasparenza dell'informazione su cibi e bevande in commercio per tutelare produttori e consumatori richiedendo anche una maggiore attenzione ai menu delle mense nelle quali devono essere presenti alimenti sani e di qualità come frutta e verdura locale e di stagione che troppo spesso mancano dalle tavole italiane.Per queste motivazioni che abbiamo chiesto al Sottosegretario all'Agricoltura,on.Antonio Buonfiglio, di ricevere presso il Ministero una delegazione dei produttori della Provincia di Napoli.

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di Redazione
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