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Scaramantico come i napoletani che tanto amava

Lucio Dalla: manca il testamento, caccia agli eredi


Lucio Dalla: manca il testamento, caccia agli eredi
05/03/2012, 17:03

BOLOGNA- Lucio Dalla amava Napoli e proprio come un buon napoletano era scaramantico ragion per cui non ci pensava manco lontanamente a scrivere la sue ultime volontà e sulla sua bara, proprio per suggellare questa caratteristica, c'era un cornetto rosso, arrivato apposta da Napoli.
Qualche tempo fa, proprio perché  sentiva lontana la sua morte, scherzava con un suo ex collaboratore dicendo : «Pensa che disastro se morissi adesso che non ho fatto testamento». Ed infatti il testamento di Lucio Dalla non esiste. Almeno a detta del su legale.
Il patrimonio dell’artista è di grande valore e per il momento è impossibile stimarlo La sua abitazione bolognese di via D'Azeglio 15 comprende quattro piani e un seminterrato per tremila metri quadrati ; ci sono inoltre terreni in provincia di Catania, altri in Puglia, la casa alle isole Tremiti . Il cantante inoltre andava fiero della opere d’arte moderna e contemporanea che acquistava: Aspertini, Berruti, Kounellis, Paladino e, pare, un Klimt. Capitolo a parte sono i  diritti d'autore, che sono coperti dalla privacy. Insomma un’eredità pesante da diversi punti di vista.
Il cantautore infatti non aveva parenti stretti, gli eredi dunque vanni ricercati tra cugini dal secondo grado in poi ma sicuramente ce ne saranno altri che non mancheranno di presentarsi.
Subito dopo il funerale inoltre, anzi in contemporanea , si sono alzate polemiche circa la figura di Marco Alemanno, compagno di Dalla da diversi anni, in quanto  secondo alcuni è stato presentato come collaboratore dell’artista e non come suo compagno per evitare problemi con la Chiesa. Problema questo che il giovane avrà anche per quanto riguarda il testamento perché se non uscirà fuori uno scritto del cantante Marco dal punto di vista legale non ha nessun diritto nella successione.
Comunque andrà gli eredi dovranno tener conto della volontà di Lucio di creare una Fondazione cui stava lavorando con grande impegno con i suoi più stretti collaboratori. Insomma la partita è aperta e , come in ogni storia che si rispetti, non si escludono colpi di scena.

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di Simona Buonaura
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