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Discutibile iniziativa portata avanti dalla Roccella

L'ultima beffa ad Eluana, il governo la considera "disabile grave"


L'ultima beffa ad Eluana, il governo la considera 'disabile grave'
03/12/2010, 11:12

ROMA - Nasce tutto da un comunicato dello scorso 26 novembre, una decisione presa dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, probabilmente come risposta alla puntata di "Vieni via con me" nella quale si era parlato di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. In questo comunicato si decide che il 9 febbraio, data in cui la ragazza cessò di respirare, è la "Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi". Una vera e propria beffa, amplificata dal fatto che nel testo del comunicato si dice: "Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura”. Disabile grave una ragazza il cui cervello si era praticamente sfaldato e che non avrebbe mai più potuto alzarsi da quel letto?La vita della ragazza si era interrotta il giorno in cui un gruppo di medici si era accanito su quel corpo, impedendogli di morire per consegnarlo ad una vita da vegetale. Poi il comunicato continua: "Questa Giornata servizrà a dare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione Vieni via con me". E qui torniamo al solito dettaglio che non viene mai detto: chi decide di restare in coma vegetativo (o meglio sono i parenti che lo decidono) lo fa perchè la legge non consente alternativa. Beppino Englaro, per staccare i macchinari della figlia ha combattuto con la legge per oltre 10 anni ed ottenendo ben otto sentenze dai Tribunali. Non c'è quindi parità di trattamento.
Infatti sono frasi che stanno cominciando a scatenare reazioni. Come dimostra la nota del 28 novembre dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: "Riteniamo sbagliata e non condivisibile la proposta di celebrare questa giornata il 9 febbraio, data della morte di Eluana Englaro. Il caso Englaro è, appunto, un caso, che non può e non deve diventare il simbolo di nessuna battaglia". Oppure quella di un articolo uscito il primo dicembre su Micromega, ad opera di Maria Mantello, Presidente dell'Associazione Libero Pensiero; articolo in cui si fa notare: "Eugenia Roccella definisce la Englaro una ragazza affetta da disabilità grave insinuando che da quello stato vegetativo irreversibile, per altro dimostrato anche dall’autopsia, sarebbe potuta uscire, se i giudici non si fossero impicciati".

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di Antonio Rispoli
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