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Nella missiva Gheddafi si appella all’amicizia tra i due

L’ultima lettera del rais fu per Berlusconi: “Caro Silvio”

“Fai cessare i bombardamenti Nato sulla Libia”

L’ultima lettera del rais fu per Berlusconi: “Caro Silvio”
25/10/2011, 09:10

PARIGI – L’ultima lettera scritta da Muammar Gheddafi fu inviata al premier Silvio Berlusconi. A darne notizia è il settimanale francese “Paris Match”, che sul proprio sito riporta integralmente il contenuto della missiva, che lo scorso 5 agosto partì da Tripoli per arrivare a Roma, direttamente a palazzo Chigi: si tratta di un vero e proprio appello accorato che l’ex leader libico fece a Berlusconi, affinchè intervenisse per porre fine ai bombardamenti Nato in Libia, in nome del patto di non belligeranza firmato tra i due poco più di un anno prima. La lettera, secondo quanto riporta il settimanale “Paris Match”, sarebbe stata fatta recapitare al destinatario tramite Alessandro Londero e Yvonne di Vito, i due manager di “Hostessweb”, l’agenzia di ragazze che animarono le ultime visite del colonnello in Italia: le ribattezzate Gheddafine. I due coniugi, infatti, si sarebbero recati a Tripoli lo scorso 7 agosto per prendere la lettera di Gheddafi e fare ritorno in Italia e consegnarla al premier Berlusconi. L’ex leader libico, in altre parole, considerava Berlusconi ultimo interlocutore possibile nel campo occidentale, visti ovviamente i trascorsi di amicizia tra i due. Nella bozza della lettera comunque, in alto a sinistra, Gheddafi aveva aggiunto a penna il nome del primo destinatario, il generale Abdallah Mansour, a cui chiedeva di correggere le bozze: “Faccia giungere questo messaggio come se provenisse da me e dopo correzione”. Il generale Mansour, fedelissimo di Gheddafi che per lungo tempo ha diretto la tv di Stato, è oggi ricercato dal Tribunale penale internazionale dell’Aja.

IL CONTENUTO DELLA MISSIVA
“Caro Silvio, sono rimasto sorpreso per l’atteggiamento di un amico con cui ho concluso un trattato di amicizia favorevole ai nostri due popoli. Avrei sperato che da parte tua ti interessassi almeno ai fatti e che tentassi una mediazione prima di dare il tuo sostegno a questa guerra. Non ti biasimo per ciò di cui non sei responsabile, perchè so bene che non eri favorevole a quest’azione nefasta, che non fa onore a te e al popolo italiano. Ma credo che tu abbia ancora la possibilità di fare marcia indietro e di far prevalere l’interesse dei nostri popoli. Puoi essere certo che io e il mio popolo siamo disposti a dimenticare e a voltare questa pagina nera delle relazioni privilegiate che legano il popolo libico e il popolo italiano. Ferma questi bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri bambini. Parla con i tuoi amici e alleati affinchè cessi quest’aggressione nei confronti del mio Paese. Spero che Dio onnipotente ti guiderà sul cammino della giustizia”.

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di Antonio Formisano
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