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Lunedì il varo di Pinocchio, la barca a vela contro il disagio


Lunedì il varo di Pinocchio, la barca a vela contro il disagio
28/09/2012, 16:28

Napoli – Dopo quattro anni di attività in mare e un laborioso restyling, riprende il largo Pinocchio, la barca a vela costruita e interamente restaurata dagli operatori, dai volontari e dagli sofferenti psichici del centro diurno di riabilitazione Lavori in Corso del Rione Sanità, gestito dal gruppo Gesco con la Asl Napoli 1 Centro (Uosm del Distretto 29). La cerimonia del varo è prevista per lunedì 1 ottobre 2012 alle ore 9.30 presso il Distaccamento della Marina Militare di Napoli, in Via Acton 1 (accanto alla Lega Navale).

Pinocchio  è una deriva a vela latina della lunghezza di circa 5 metri, che ha permesso l’attivazione di percorsi di inclusione sociale e la realizzazione di attività veliche per i pazienti del centro diurno.

Il lavoro per riportarla in mare è stato condotto nel cantiere-scuola dell’antico arsenale borbonico, attivato grazie al progetto Scugnizzi a vela, promosso dal centro diurno Lavori in corso con l’associazione Life onlus, l’ANMI – Associazione Nazionale Marinai d’Italia (Gruppo di Napoli) e l’associazione Restauratori Napoletani. Il progetto, che vede coinvolti una decina di pazienti dai 18 ai 50 anni, gli operatori e i volontari attivi al centro diurno, è patrocinato dalla Marina Militare e ha come oggetto il restauro di imbarcazioni a vela di legno appartenute alla Marina Militare all’interno del laboratorio permanente, che mira anche al reinserimento lavorativo delle persone in condizioni di disagio. L’iniziativa ha il sostegno dell’associazione Ride for Aid di Piacenza, gruppo di motociclisti attivi nella raccolta fondi per solidarietà.

In programma per lunedì anche una mostra fotografica realizzata dal centro diurno e una performance di poesie a cura dell’associazione ViviQuartiere che, con una raccolta fondi, ha contribuito alla realizzazione del progetto.

«In occasione del varo – spiega Bruno Romano, responsabile del progetto – sarà legata per sempre all’albero della barca una bandiera rossa con inciso il nome Massimo,  in ricordo di Massimo De Benedictis, amico e collega che si è sempre impegnato nella lotta all’emarginazione e a favorire l’integrazione sociale delle persone in difficoltà».

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di Redazione
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