Cronaca / Giudiziaria

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Ora la TV dovrà pagargli 1,2 milioni di risarcimento

Luttazzi vince la causa contro La7 per la chiusura di Decameron



Luttazzi vince la causa contro La7 per la chiusura di Decameron
10/03/2012, 14:03

ROMA - Ci voleva un evento per spingere Daniele Luttazzi ad usare Twitter, nonostante abbia ben 12 mila followers (finora aveva postato un solo messaggio). E' l'evento è arrivato: la sentenza di primo grado nella causa che lo vede contrapposto a La7, per la chiusura anticipata della trasmissione Decameron e la risoluzione del contratto. La sentenza, secondo quanto riferisce lo stesso Luttazzi, riconosce che il comportamento di La7 è stato illegale, in quanto ha punito il comico per quella che il Tribunale ha definito "satira" e non un'offesa, come diceva la Tv. Per questo La7 dovrà pagare 1,2 milioni di euro lordi, tra risarcimento, penali ecc.; alla somma vanno aggiunti gli interessi e le spese legali.
Decameron ebbe un discreto successo, considerando che, per il linguaggio usato da Luttazzi, veniva trasmesso dopo le 23. Venne poi chiusa perchè il direttore di rete (allora era Antonio Campo Dall'Orto) accusò Luttazzi di aver insultato Giuliano Ferrara che all'epoca conduceva "Otto e mezzo" sulla stessa rete. La battuta (effettivamente con un linguaggio scurrile) era questa: "L'altro giorno incontro una ragazza che fa: 'Daniele, dopo quattro anni di guerra in Iraq, 3900 soldati americani uccisi, 85 mila civili iracheni uccisi e tutti i soldati italiani morti anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Ma come si fa a sopportare una cosa del genere?'. Io ho un mio sistema. Penso a Ferrara in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che frusta tutti".
In realtà all'epoca Luttazzi lamentò che la censura - arrivata 24 ore prima della puntata successiva - non era sulla puntata trascorsa ma su quella che era in preparazione. Obiettivo: il Vaticano e i preti pedofili.

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di Antonio Rispoli
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