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Maccarese scelta come sede per “Malagrotta bis”, il disappunto della Nieddu


Maccarese scelta come sede per “Malagrotta bis”, il disappunto della Nieddu
25/05/2011, 11:05

Roma, 24 maggio  2011 -  Potrebbe essere attiva a giugno del 2012, la discarica laziale già ribattezzata “Malagrotta bis”. Il luogo scelto, stando alle indiscrezioni trapelate, dovrebbe essere un terreno di 300 ettari nelle vicinanze di Maccarese, a ridosso quindi della Capitale e di molte cittadine balneari, di numerose zone coltivate e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro. Alla notizia, non ufficialmente confermata ma ritenuta valida al 99% dall’Ama, sono immediatamente seguite le vive proteste dei residenti, pronti a dare battaglia contro tale proposta.
 
Sulla questione è intervenuta Anna Nieddu, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “Ritengo assolutamente impensabile la realizzazione di questa discarica, in primo luogo perché la zona indicata è vicina ai centri abitati e presso un territorio agricolo tra i più importanti in quelle aree, inoltre perché i paesi limitrofi sono località turistiche e tutto questo andrebbe ad incidere negativamente nelle attività economiche oltre che sulla salute. Si tratta – sottolinea l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - di un territorio a due passi da Roma che, sebbene non presenti una densità enorme di popolazione, è praticamente a ridosso di un centro abitato importantissimo. Se teniamo anche conto che della vicinanza con il Bambino Gesù, con numerose cliniche e i vincoli di tutela del paesaggio presenti nell’area accanto a Maccarese, va stimata come assolutamente irragionevole la creazione del centro raccolta di rifiuti”.
 
 A far infuriare quanti hanno a cuore tali territori, pronti a bloccare l’Aurelia in segno di malcontento, le notizie che vogliono la “Malagrotta bis” di Maccarese, oltre che nuova discarica anche futura sede di un termovalorizzatore. Dalla Regione Lazio arrivano conferme a mezza bocca, mentre il sindaco di Fiumicino Mario Canapini si affretta a fornire rassicurazione, ribadendo la mancanza di ufficialità e promettendo in caso il progetto fosse confermato, di consultare i cittadini sulla questione.
 
“Oltre alle popolazioni – prosegue la Nieddu - , a mio avviso, anche i sindaci e gli amministratori locali dovrebbero coalizzarsi e protestare, ciò presumibilmente avverrà, perché già il sito di Malagrotta è stato al centro di molte battaglie, figuriamoci una situazione del genere, assurda e inconcepibile. Se pensiamo che appena fuori Roma esistono territori che hanno già dato e tuttora sono sfruttati in questo senso, viene facile immaginare che questa proposta incontrerà l’opposizione della cittadinanza tutta e delle amministrazioni comunali”.

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di Redazione
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