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Maccari: “Inutile spreco di soldi, emblema dell’ignoranza e dell’approssimazione”


Maccari: “Inutile spreco di soldi, emblema dell’ignoranza e dell’approssimazione”
13/07/2011, 15:07

“Certamente qui abbiamo avuto l’ennesima prova di quanta ignoranza ed approssimazione ci sia in Italia nell’affrontare le problematiche connesse all’immigrazione. Uno spreco di soldi e risorse dovuto ad un’inutile parcellizzazione delle strutture per immigrati, che il più delle volte sono approntate in luoghi nati per tutt’altro, con grave pregiudizio di tutti i soggetti coinvolti”.
E’ questo il primo commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, giunto a metà del tour in Sicilia, una due giorni ricca di impegni istituzionali e soprattutto di visite nei centri per immigrati.
Assieme ai rappresentanti locali del Coisp, Maccari è stato ieri prima presso il CARA (Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo) di Rosolini (Sr), ed immediatamente dopo al CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Pozzallo (RG), in zona porto presso i locali dell’ex Dogana; per completare la giornata con altri incontri istituzionali e la visita al CPA (Centro di Prima accoglienza) di Pian del Lago (CL).
Il primo Centro altro non è se non un campo sportivo in cemento sul quale è stata eretta un’enorme tensostruttura dentro alla quale, inevitabilmente, si raggiungono temperature da capogiro, e dove sono ammassate decine e decine di letti per gli ospiti immigrati, che attualmente sono circa cento. All’esterno, sotto un tetto di lamiera, sono posizionati una serie di tavoli utilizzati per la mensa.
“E’ proprio come trovarsi di fronte ad un luogo d’accoglienza improvvisato in via emergenziale, come dopo un terremoto – spiega Maccari -, dove tutti sono accalcati con grave disagio, e senza alcun ordine. Si tratta di ospiti apparentemente tranquilli, ma la rissa per i motivi più banali è sempre in agguato”. Intorno alla struttura ci sono alcuni camper della protezione civile ed uno della Polizia di Stato con tre - addirittura tre! - poliziotti chiamati alla vigilanza.
“A Pozzallo la situazione non è dissimile in termini di assoluta inefficienza” aggiunge Maccari, descrivendo l’ex fabbrica che ospita circa 200 immigrati, con una vigilanza affidata a turni che sulla carta sono da 15 uomini la volta. “E’ un edificio certamente non idoneo alle esigenze di un centro d’accoglienza” continua citando, a puro titolo di esempio, le porte antipanico che ovviamente si aprono verso l’esterno e che non rispondono alle attuali esigenze di sicurezza, tanto che le auto della polizia devono essere posizionate a bloccarle dall’esterno, oppure il fatto che tutti gli estintori sono stati eliminati per evitare incidenti, come quello della scorsa settimana quando gli ospiti hanno infranto le vetrate degli ex uffici, con grave diminutio della sicurezza.
“Queste strutture sono l’emblema del fallimento assoluto della politica in tema di immigrazione clandestina – incalza il leader del Coisp -. Microsoluzioni totalmente disorganizzate e completamente chiuse, ma destinate a gente che non è certo in arresto, e che o prima o poi reagisce, senza che gli uomini delle forze dell’ordine chiamati a una disperata vigilanza possano intervenire in condizioni ragionevoli. Queste strutture e gli estenuanti servizi dei colleghi, chiamati dai luoghi più disparati e distanti e sottratti ad altri compiti fondamentali per la sicurezza pubblica, sono estremamente costosi e praticamente inutili considerata l’assoluta improvvisazione che dimostrano. Sono davvero pochi i centri più grandi ed organizzati che giustificano le enormi spese di soldi e mezzi che si fanno. Ed un esempio è certamente il Centro di Prima accoglienza di Pian del Lago”.
Si tratta, secondo quanto appurato dal gruppo del Coisp capitanato da Maccari, di una struttura grande e ben organizzata, che prevede oltre 1000 presenze, gestite da un numero congruo di operatori, anche delle Forze dell’Ordine. “Un centro – aggiunge il Segretario Generale – diviso per settori, pulito e ordinato, in cui i meccanismi di sicurezza sono ben predisposti ed efficienti, a partire dal sistema di telecamere. Questi sono casi di strutture estremamente funzionali allo scopo, e dunque di soldi ben spesi. Per il resto non si fa che continuare a vivacchiare di fonte ad un problema di proporzioni gigantesche, aspettando con le mani in mano che si verifichino incidenti come quelli di Santa Maria Capua Vetere o tutti i tanti, troppi altri in cui, tanto per cambiare, sono solo i poliziotti a fare le spese. Il tutto ben sapendo che molto presto la situazione sarà completamente fuori controllo. Attualmente, in sostanza, tutto dipende ancora da quali strutture, in origine, sono state destinate ad affrontare l’arrivo degli immigrati, solo che la maggior parte sono state predisposte in un presunto stato di emergenza, senza che poi, col tempo, si sia pensato a soluzioni di sistema adatte a fronteggiare una problematica destinata a non scomparire, ma anzi ad incrementarsi sempre di più. La conclusione? Il fronte immigrazione – conclude Maccari -, c’è da ripeterlo, è l’assoluto fallimento di politica ed istituzioni italiane”.
La due giorni del Coisp in Sicilia proseguirà oggi, tra l’altro, con le visite ai Centri per immigrati di Trapani.

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di Redazione
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