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Era latitante da 11 anni

Mafia: catturato il superboss Falsone


Mafia: catturato il superboss Falsone
25/06/2010, 20:06

AGRIGENTO – E’ stato arrestato Giuseppe Falsone, 39 anni, noto capomafia di Agrigento condannato all’ergastolo e latitante da circa 11 anni. La polizia lo ha arrestato nel Sud della Francia grazie all’attività informativa dell’Aisi,: era tra i 18 boss più ricercati al mondo. L'uomo, molto vicino a Bernardo Provenzano, era sfuggito a un mandato di cattura del 1999 per associazione mafiosa, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Appena tre mesi fa, nell’ambito dell’operazione antimafia "Apocalisse", i carabinieri di Agrigento e di Palermo avevano sequestrato beni e società riconducibili al boss Falsone per circa 30 milioni di euro.
Il padre del boss, Vincenzo Falsone, è stato il reggente di Cosa nostra ad Agrigento per molti anni e fu ucciso durante la guerra di mafia con gli "Stiddari" agrigentini il 24 giugno del ’91 assieme al figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe. Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito dalla latitanza grossi interessi in diversi settori.
Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre al processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa nostra. Falsone soprannominato il «ragioniere», «gira rigorosamente armato, non si separa mai da palmare e pc portatile. E nella ventiquattrore porta la bibbia e testi di filosofia», ha anche raccontato Sardino che era stato braccio destro e vivandiere di Falsone. Il boss Bernardo Provenzano aveva indicato nei pizzini Falsone col numero 28.
Soddisfatto dell'arresto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “Grazie al lavoro straordinario della Polizia oggi è stato inferto un altro eccezionale colpo alla criminalità organizzata con l’arresto del venticinquesimo superlatitante inserito nella lista dei trenta dall’insediamento del Governo”. Il ministro ha telefonato al capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, per congratularsi dell’operazione.

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di Redazione
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