Cronaca / Nera

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Nei prossimi giorni esami specifici sul documento

Mafia, Ciancimino jr consegna l’originale del ‘papello’


Mafia, Ciancimino jr consegna l’originale del ‘papello’
29/10/2009, 19:10

PALERMO – Massimo Ciancimino ha consegnato oggi ai pm Antonio Ingroia, Antonio Di Matteo e Paolo Guido il ‘papello’ originale. Il documento è stato consegnato insieme ad altri 40 dopo le dichiarazioni spontanee rese nel processo in cui l’uomo, figlio di Vito Ciancimino, sindaco mafioso, è imputato a Palermo per riciclaggio.
Il ‘papello’ è il documento, fino ad ora visto solo in fotocopia, con il quale Totò Riina, tramite Vito Ciancimino, avrebbe fatto pervenire allo Stato le richieste di Cosa Nostra per cessare le stragi. “Ho prelevato il contenuto della cassetta di sicurezza della mia famiglia e ho consegnato ai magistrati il documento di cui avevo tratto la fotocopia che avevo già consegnato nei giorni scorsi”, ha dichiarato Massimo Ciancimino. Il ‘papello’, secondo quanto raccontato da Ciancimino jr., era custodito finora nel caveau di una banca del Liechtenstein ed era stato consegnato dal padre nel ’92 al generale dei carabinieri Mario Mori e al capitano Giuseppe De Donno nel corso di uno dei colloqui investigativi che gli ufficiali del Ros avevano avviato con l’ex sindaco di Palermo. Visto che l’originale è adesso in mano ai pm, si pensa che ai carabinieri sia stato eventualmente consegnata una fotocopia; entrambi hanno dichiarato seccamente di non aver mai ricevuto tale documento. Nei prossimi giorni il ‘papello’ sarà oggetto di esami specifici e perizie calligrafiche.
Tra i documenti consegnati questa mattina ai pm, anche una lettera scritta qualche anno dopo la strage di via D’Amelio, in cui il sindaco del “sacco di Palermo” paragonava la propria posizione a quella di Paolo Borsellino: entrambi sarebbero stati infatti traditi; don Vito per l’arresto, avvenuto nel dicembre del 1992, alla vigilia della cattura di Riina, Borsellino perché assassinato grazie al “tradimento” di persone che avrebbe considerato amiche. Si tratta di riflessioni di Vito Ciancimino, ma non è chiaro se siano agganciate o meno a fatti realmente conosciuti dall’ex esponente democristiano.

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di Nico Falco
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