Cronaca / Nera

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Si tratta di Giuseppe Buzzone. Incastrato anche dai pentiti

Mafia, dopo 14 anni preso killer del boss Campisi


Mafia, dopo 14 anni preso killer del boss Campisi
21/09/2010, 18:09

CATANIA - Ci sono voluti quattordici anni di indagini per arrestare uno dei killer che uccisero il boss emergente della mafia di Niscemi Alfredo Campisi e ferirono Giuliano Chiavetta. Gli uomini della Squadra Mobile di Catania hanno stretto le manette ai polsi di Giuseppe Buzzone, 64 anni, alias “Turi Cavulata”, nei confronti del quale il gip del tribunale di Caltagirone, Giuliana Sammartino, ha emesso un ordine di custodia cautelare, su richiesta dei pm, Vincenzo D'Agata e Fabio Scavone. La svolta, anche in questo caso, è stata possibile grazie ai racconti forniti dai collaboratori di giustizia. Ad accusare Buzzone infatti sono Antonino Pitrolo, il complice che con lui formava il commando, lo stesso Chiavetta e l'ex reggente di Cosa Nostra a Gela, Carmelo Barbieri, entrambi collaboratori di giustizia, appartenenti alle famiglie Giugno ed Emmanuello. Stando ai racconti forniti dai pentiti, Alfredo Campisi doveva essere eliminato perché aveva spaccato l'organizzazione mafiosa e creato un gruppo di spietati minorenni tra cui Chiavetta (autoaccusatosi del delitto di Pierantonio Sandri) e Vincenzo Pisano, autore della strage della “sala da barba” del luglio '99 a Gela. Le loro dichiarazioni ricostruiscono la dinamica dell'agguato e trovano conferma nei rilievi scientifici e nelle risultanze investigative effettuate dagli uomini del commissariato di polizia di Niscemi e della sezione criminalità organizzata della questura di Caltanissetta. Gli investigatori sono riusciti così a ricostruire nei dettagli l’agguato a Campisi, avvenuto il 6 novembre del '96, in contrada Dirillo, nelle campagne di Acate.
Buzzone, alla guida della sua Fiat Tempra, e Pitrolo, affiancarono e poi inseguirono la Y10 condotta dalla vittima designata, che viaggiava con Chiavetta, sparando numerosi colpi di pistola, quattro dei quali colpirono mortalmente il boss emergente alla schiena. La Y10 finì contro un muretto scaraventando all'esterno il passeggero, che si salvò fingendosi morto. I killer furono costretti a fuggire a piedi perché la loro auto si schiantò contro quella delle vittime. Con altri mezzi raggiunsero Niscemi mentre i due feriti furono soccorsi e trasportati all'ospedale di Vittoria. Campisi giunse cadavere, mentre a Chiavetta furono riscontrate numerose fratture. Buzzone invece si recò dalla polizia e denunciò che due sconosciuti lo avevano rapinato della sua automobile in mattinata. Ma gli inquirenti non gli credettero. Fermato e interrogato, fornì un alibi che poi portò al suo rilascio e all'archiviazione dell'accusa di omicidio. Dopo 14 anni oggi si è arrivati finalmente all'arresto.

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di Davide Gambardella
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