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Il piano risalirebbe al 2009: autore il figlio di Totò Riina

Mafia, il pentito Rizza: “Probabile attentato contro Alfano”

L’ex Guardasigilli finito nel mirino della criminalità

Mafia, il pentito Rizza: “Probabile attentato contro Alfano”
04/10/2011, 09:10

CATANIA – Uno degli obiettivi di Cosa Nostra sarebbe quello di uccidere l’ex ministro della Giustizia, Angelino Alfano, attualmente segretario del Pdl, per la sua decisione di inasprire il 41bis, il cosiddetto carcere duro. L’ex Guardasigilli del governo Berlusconi sarebbe dunque finito nel mirino della criminalità organizzata: a svelare l’esistenza di un presunto piano che dovrebbe fare fuori Alfano è stato il pentito Luigi Rizza, esponente del club mafioso catanese dei Cappello. Il collaboratore di giustizia, infatti, ha spiegato ai magistrati di Catania di essere venuto a conoscenza di questo piano nel 2009 e che autore dello stesso dovrebbe essere Giuseppe Salvatore Riina, figlio del capo di Cosa Nostra. È stato lo stesso Rizza a rendere noti i particolari di questo piano nella sua deposizione: “Nel 2009, mentre ero detenuto al carcere di Padova, Umberto Bellocco e Giuseppe Riina, figlio di Totò - ha detto Rizza ai magistrati di Catania - mi davano dei messaggi da portare ad altri detenuti, tra cui Salvatore Alia e Paolo Lombardo”. “Ed è così - ha spiegato il collaboratore di giustizia - di avere saputo che era in programmazione un attentato nei confronti del ministro Alfano”. In particolare, secondo la ricostruzione del pentito, la cosa fu confermata e fu chiesto a lui stesso se fosse disposto a partecipare all’attentato, visto che di lì a poco avrebbe goduto di permessi d’uscita dal carcere: “Però poi – ha svelato Rizza - non se ne fece nulla perché io fui trasferito a Tolmezzo e non so se il proposito sia ancora attuale”. Benchè Rizza non sia stato ritenuto subito credibile dalla Procura, la sua tesi è stata confermata nei mesi successivi dal fratello di Luciano Lo Giudice, Nino, il capo cosca, pentitosi. Per questo, successivamente, su richiesta della Dda di Catanzaro e con l’adesione della Procura di Reggio Calabria, Rizza è stato ammesso al programma di protezione. Intanto solidarietà a Angelino Alfano è stata espressa in maniera trasversale da tutti i partiti, ministri e dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani.

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di Antonio Formisano
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