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Individuato su una rivista del 2006 insieme a Letta e Vespa

Mafia: indagato lo 007 che stava con Ciancimino e Provenzano


Mafia: indagato lo 007 che stava con Ciancimino e Provenzano
27/05/2010, 11:05

PALERMO - Sembra sia stato individuato uno dei personaggi più misteriosi legati alla mafia e alle stragi che insanguinarono la Sicilia negli anni '80 e '90. Mi riferisco a quell'agente dei servizi segreti italiani, che Massimo CIancimino chiamava "Carlo" o "signor Franco" e che ha avuto molti contatti sia con suo padre Vito sia con mafiosi di spicco. La sua foto è stata trovata in una vecchia immagine tratta da una rivista del 2006, il Parioli Magazine, che è distribuito gratuitamente a Roma, come aveva annunciato il giornalista Sandro Ruotolo durante la trasmissione di Annozero di due settimane fa. La foto è quella della presentazione di una nuova automobile in Vaticano. Sono presenti in primo piano il vicepremier Gianni Letta e il giornalista Bruno Vespa. Ma sullo sfondo si vede questo individuo, il cui nome non è stato reso noto da Attilio Bolzoni, il giornalista che se ne sta occupando per Repubblica. Questa persona pare sia ancora nei servizi segreti, con un grado elevato.
La Procura di Caltanissetta, che sta indagando sugli attentati a Falcone e Borsellino, non essendo completamente chiusa la vicenda, e quella di Firenze, che indaga sugli attentati al patrimonio artistico fiorentino, hanno sentito Massimo Ciancimino ed hanno iscritto questo funzionario dei servizi segreti nel registro degli indagati, in attesa di trovare riscontri che verifichino la sua posizione.
Questo "signor Franco" è una figura chiave della vicende mafiose dal 1970 ad oggi: presente con don Vito Ciancimino in tutte le stragi, da quella del magistrato Scaglione del 1971 a quelle di Falcone e Borsellino; con la possibilità di consentire allo stesso Ciancimino, arrestato ed in isolamento nel carcere, di incontrare praticamente chiunque; punto di unione tra il boss Bernardo Provenzano e quella parte di politica che aderiva alla mafia. Una persona insomma, molto addentro alla situazione, una "faccia da mostro", come è stata definita (nel senso che dovrebbe avere una faccia alquanto brutta e "martellata dal vaiolo", come ha detto qualcuno), che però ha potuto passare indenne gli ultimi 40 anni di storia della mafia.

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di Antonio Rispoli
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