Cronaca / Sesso

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Mafia: non denunciarono il ‘pizzo’, esercenti condannati coi boss


Mafia: non denunciarono il ‘pizzo’, esercenti condannati coi boss
29/01/2009, 20:01

Otto condanne per poco più di ottanta anni di carcere e sei assoluzioni, nel processo contro il racket delle estorsioni realizzate nel quartiere palermitano della Noce. La sentenza della terza sezione del Tribunale di Palermo, emessa dopo otto ore di camera di consiglio, riguarda il boss del quartiere, Pierino Di Napoli, che ha avuto 18 anni, in continuazione con altre sentenze di condanna, altri tre mafiosi e tre commercianti che non avevano ammesso di avere pagato il pizzo: questi ultimi sono Tommaso La Rosa, Natale De Caro e Giovanni Ottaviani, che hanno avuto otto mesi ciascuno. Le altre condanne hanno colpito Eugenio Rizzuto, che ha avuto 15 anni, Salvatore Alfano, Giovanni Vitrano e Pietro Di Maio, condannati a 12 anni ciascuno, per mafia ed estorsioni. Gli assolti sono Antonino Vernengo (la proposta in questo senso era stata avanzata dagli stessi pm Maurizio De Lucia e Roberta Buzzolani) Fabio Chiovaro e Francesco Picone. Scagionati anche i tre commercianti Salvatore Castelllo, Giovanni Scimone e Alessandro Buscemi. Il collegio presieduto da Vittorio Alcamo, a latere Lorenzo Chiaramonte e Salvatore Fausto Flaccovio, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le parti civili costituite: Addiopizzo, la Federazione antiracket, Sos Impresa, Confcommercio e Confindustria, oltre alla Provincia di Palermo, avranno una provvisionale di 40 mila euro ciascuna. I commercianti condannati dovranno risarcire anche Addiopizzo e Fai con 500 euro ciascuno; una cifra simbolica di 1.000 euro a testa dovrà essere versata anche in favore della Provincia.

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di Redazione
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