Cronaca / Soldi

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Scoperto riciclaggio di denaro sporco al Nord

Mafia: sequestrati beni per 80 milioni tra Ferrari e Yacht

Operazioni concluse in due fasi da Dia e Carabinieri

Mafia: sequestrati beni per 80 milioni tra Ferrari e Yacht
16/12/2010, 11:12

Il "copione" solitamente conosce poche variazioni: persone che dichiarano al fisco redditi molto modesti che poi, dopo accurate, lunge e complesse indagini d'accertamento, risultano possessori di immobili, attività di ristorazione, auto di lusso, moto e ricchi conti bancari. In questo caso, a finire nel mirino della Dia di Catania, sono stati l'ergastolano Maurizio Zuccaro, 49 anni e già condannato per associazione mafiosa, i figli e la moglie. In totale sono stati sequestrati  9 immobili (tra cui un complesso residenziale di lusso) alcune attività commerciali, 6 automezzi, 6 moto e un numero ragguardevole di rapporti bancari intestati.
In tutto, l'operazione, ha analizzato i traffici illeciti compresi nel periodo 1993-2005  ha portato al sequestro di bene per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Zuccaro tornerà in carcere appena le sue condizioni di salute gli permetteranno di abbandonare gli arresti domiciliari. Per la moglie e i figli, oltre alla corposa evasione fiscale riscontrata, si prefigura invece un lungo ed articolato processo con diversi capi d'accusa.
Contemporanemente, come conferma anche Affaritaliani, i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo hanno dato un'altra sferzata al fulcro economico di Cosa nostra. Il valore complessivo dei beni sequestrati, infatti, arriva alla ragguardevole cifra di 50 milioni di euro. Tra gli oggetti di lusso sottratti alla malavita, ci sono anche un bellissimo yacht di ben venti metri, una Ferrari ed una Bmw X6. Sequestrati poi anche alcuni beni immobili di proprietà del'imprenditore palermitano 59enne Vincenzo Graziano; arrestato già nel 2008 per mafia.
E mentre per Zuccaro gli elementi di parentela sono da riscontrarsi all'interno della famiglia Santapaola, dietro Graziano c'è invece il clan mafioso degli Acquasanta. Secondo gli inquirenti, i beni immobili dell'imprenditore palerminato sequestrati in Friuli Venezia Giulia, servivano per riciclare il denaro sporco proveniente da diverse attività di stampo malavitoso.

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di Germano Milite
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