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L’ex mafioso vorrebbe il perdono di Dio

Mafia, si a protezione per Spatuzza


Mafia, si a protezione per Spatuzza
07/09/2011, 20:09

ROMA - Gaspare Spatuzza, ex capomafia del clan Brancaccio, è stato ammesso al programma di protezione del Viminale per i collaboratori di giustizia. La decisione del ministero dell'Interno, ribalta quanto deciso dal Tar che un anno fa aveva negato a Spatuzza il programma di protezione.

Gaspare Spatuzza, oggi ha 47 è  sposato ed ha una licenza di quinta elementare. Prima di finire in manette era un imbianchino. Il suo nome viene fuori nel '94 nell'ambito dell'inchiesta sulle autobombe del '93. Fino ad allora era citato saltuariamente dai pentiti come un killer di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, ma soprattutto come palo dei gruppi di fuoco: faceva da apripista seguendo la vittima e dando le indicazioni per l'esecuzione dell'omicidio. Dal '95 sfugge diverse volte agli investigatori. Da latitante, diventato reggente del mandamento dei Graviano dopo l'arresto dei fratelli, comincia a collezionare condanne ed ergastoli per mafia e omicidi.

L’ex mafioso cade nella rete della squadra mobile palermitana il 2 luglio '97: è l'estate in cui vengono catturati sei uomini pericolosissimi e ricercatissimi. In carcere Spatuzza va al 41 bis. Partecipa alle udienze dei processi in cui è imputato mentre continuano a fioccare le condanne: omicidio don Puglisi, stragi del '93 a Roma, Firenze e Milano, delitti di mafia, estorsioni, droga.

Nel marzo 2008, dopo 11 anni di carcere duro, comincia a fare dichiarazioni, prima al procuratore nazionale Pietro Grasso poi ai magistrati di Firenze, Caltanissetta, Palermo. Parla di scenari che coinvolgono politici ai livelli più alti. Riscrive alcuni capitoli della strage di via D'Amelio. Racconta paragrafi dell'inchiesta sulla trattativa tra mafia e rappresentanti istituzionali. Dice che Dell'Utri era la longa manus della mafia nel mondo imprenditoriale per poi diventare il referente di Cosa nostra nel mondo politico quando la fondazione di Forza Italia portò Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio.

Interrogato sul motivo che lo ha portato al pentimento, Spatuzza ha dichiarato di volere il perdono di Dio.

 

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di Rossella Marino
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