Cronaca / Giudiziaria

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L'autore del libro «Oltre la Trattativa»: spazio a chi ha of

Mafia, Zurlo: trasmissione su La7 nasconde la verità su Via D'Amelio

«Nessun cenno alle indagini della Procura di Caltanissetta»

L'autore del libro, Vincenzo Zurlo
L'autore del libro, Vincenzo Zurlo
19/10/2019, 18:48

«La puntata di Atlantide “Paolo Borsellino depistaggio di Stato”, condotta da Andrea Purgatori e andata in onda mercoledì sera su La7, non ha minimamente contribuito a far luce sulle ombre che ancora avvolgono la strage di via D'Amelio”.
Lo afferma Vincenzo Zurlo, sottufficiale dei carabinieri, laureato in Giurisprudenza e specializzato in criminologia forense e autore di “Oltre la Trattativa - Le verità nascoste sulla morte di Paolo Borsellino tra depistaggi e bugie” (Iuppiter Edizioni).
«La trasmissione, che sin dal titolo avrebbe l'ambizione di far luce sulla strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e i cinque uomini della sua scorta, risulta inefficace già a partire dagli ospiti. I magistrati Nino Di Matteo e Roberto Scarpinato sono stati gli attori principali del processo palermitano sulla presunta trattativa. Completamente taciute invece le risultanze del processo Borsellino quater celebrato a Caltanissetta, che non solo hanno sbugiardato Scarantino e gettato lunghe ombre su chi ha prestato fede alle sue dichiarazioni e su chi lo ha gestito, ma che ha anche stabilito che lo Stato, non solo non ha trattato, ma anzi ha reagito alle stragi del ‘92».
«Atlantide di Andrea Purgatori è stata una trasmissione disinformante sia dal punto vista storico-giudiziario sia da quello tecnico-giuridico. La presenza dei magistrati Di Matteo e Scarpinato, sommata a quella dei giornalisti Bolzoni e Lodato, tutti pro trattativa, hanno dato vita a una narrazione etero diretta e a senso unico. Occorre sottolineare inoltre che Di Matteo è uno dei magistrati che ha creduto al falso pentito Scarantino, e Scarpinato è uno di quelli che, poche ore dopo la strage di Via D'Amelio, archivia l'indagine a cui lavorava Paolo Borsellino su mafia e appalti».
«Nel corso della puntata si è addirittura dato voce a Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso Vito e a sua volta pluricondannato: un ulteriore oltraggio alla memoria di Borsellino, anzi, potremmo dire che l'eroe di Via D'Amelio continua ad essere tradito anche dopo la morte. La residua speranza di giungere alla verità passa attraverso Fiammetta Borsellino, indomita leonessa che non ha esitato a ricordare nel corso della trasmissione, a proposito di Scarantino: “Nessuno ci ha mai informato circa le anomalie nel corso delle indagini e la sua inattendibilità. Solo dopo molti anni abbiamo saputo delle lettere della Dott.ssa Boccassini che si occupò delle prime indagine sulla strage di via d'Amelio: si accorse subito che Scarantino fosse inattendibile”».

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di Giorgio
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