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A breve un incontro con la comunità bengalese in Campidoglio

Magliana: Alemanno non partecipa al corteo


Magliana: Alemanno non partecipa al corteo
16/03/2010, 19:03

ROMA – Non ha preso parte al corteo organizzato nel quartiere della Magliana dalla comunità bengalese dopo il raid razzista di domenica sera ai danni del bar “Brothers” in via Murlo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto ai consiglieri delegati che hanno partecipato alla manifestazione di parlare con la comunità bengalese e organizzare al più presto un incontro in Campidoglio.
Intanto i carabinieri sono sulle tracce della banda di adolescenti ritenuti responsabili del raid di domenica.
Dopo il summit di martedì del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto di Roma per discutere sull’accaduto, il primo cittadino della Capitale ha dichiarato: “So che alla Magliana i carabinieri sono a buon punto per sgominare la banda di adolescenti aggressivi autori delle violenze di domenica sera”. Nelle prossime ore potrebbe arrivare l’annuncio di nuovi arresti, dopo i tre fermi di lunedì notte. Il sindaco non ha più dubbi sul fatto che ad agire siano stati giovani appartenenti ad una baby gang. “La banda in questione - ha spiegato Alemanno - è composta da giovani emarginati figli di pregiudicati, che in questo meccanismo di prevaricazione hanno trovato il modo di reagire alla loro condizione”. Un clima di odio e di violenza che va avanti da tempo stando a quanto dichiarato dal proprietario del bar, vittima del raid. “Sono due anni che va avanti questa storia delle intimidazioni nei miei confronti e degli altri bengalesi - racconta il titolare di Brothers -. Forse hanno preso di mira il mio locale perché non so stare zitto e spesso ho risposto alle provocazioni. Quando sono stato avvertito di quello che era successo mi sono precipitato al bar e ho visto tutto il locale sfasciato con due persone in terra sanguinanti. Mio fratello è messo male, ha il viso gonfio per le botte e ha avuto dei punti alla testa”. Sulla questione il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha detto: “E’ accertato che l’episodio non è a sfondo razziale ma si tratta di un atto di bullismo”.
 

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di Antonella Losapio
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