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Caserta. Nuovo Policlinico della II Università di Napoli

Maietta, Lettera al Presidente della Repubblica


Maietta, Lettera al  Presidente della Repubblica
11/10/2010, 14:10

Onorevole Presidente chi Le scrive è Giovanna Maietta, da tempo impegnata nel contrastare abusi e inadempienze di ogni genere. Sono il Presidente di un Comitato che interviene sui problemi più gravi che affliggono la città di Caserta. Nella nostra città e provincia, una volta Campania Felix, ma oggi nostro malgrado nota anche come Terra di camorra, ogni problema diventa insormontabile. Per non tediarla le elenco per dicitura alcune piaghe del nostro territorio irrisolte dalla classe politica se non causate, esse sono: mala gestione dei rifiuti, attività estrattive ed industrie insalubri di prima classe incontrollate, trasporto pubblico inesistente e la costruzione del nuovo policlinico universitario. Il polo ospedaliero insistente su territorio della città capoluogo è una struttura basilare per tutti gli abitanti di Caserta e provincia. La costruzione del Policlinico iniziò nel 2005, ma veniva decisa venti anni prima. Da circa due anni i lavori di ultimazione della struttura ormai in avanzata costruzione, sono bloccati a causa della rescissione del contratto alla precedente ditta. Da allora La Seconda Università di Napoli non riesce ad appaltare i lavori. Non si capisce a chi sono attribuibili le responsabilità di una situazione che ci prospetta l’eventualità dell’ennesima struttura pubblica abbandonata e dell’ennesimo danno economico pubblico. Il nostro timore è che possano esserci interessi configgenti con l’apertura di una struttura sanitaria. Attualmente il contesto che ruota attorno al nascendo policlinico, vede uno scenario a dir poco raccapricciante, si tratta di uno scempio ambientale senza eguali che ha visto distrutta la catena collinare dei Tifatini con un’attività estrattiva selvaggia, affiancata da due cementifici (due su tre di tutta la regione Campania), mal funzionanti ed esistenti da mezzo secolo, in aree ormai fortemente urbanizzate. Ebbene l’ultimazione del Policlinico e successiva apertura rappresenterebbero il motivo più forte per l’obbligatoria delocalizzazione delle industrie insalubri di prima classe. A questo si aggiunge, a nostro avviso, il debole interesse della Seconda università di Napoli (SUN), al che si realizzi l’edificio pubblico. Non si capisce per quale motivo la SUN, non riesce a trovare un accordo o modo per appaltare l’opera, che rischia di non potersi più recuperare. Non si capisce per quale motivo la SUN, si disinteressi e non intervenga nelle decisioni che potrebbero contrastare l’ultimazione e l’apertura del Policlinico, nonostante gli appelli lanciati dal sindaco di Caserta. Onorevole Presidente della Repubblica, Lei appartiene a questa Terra, che diventa tutta napoletana per i forestieri, e noi rivendichiamo per la nostra gente di Caserta e provincia che diventa tutta napoletana, fuori regione, una basilare struttura per un territorio che vede sempre più malati di tumore. Il policlinico è diventato una passerella politica in un pour parler generale, in una prospettiva utopistica per mancanza di azioni a supporto. Nella nostra città si lanciano inutili appelli e si tengono strumentali discorsi sul nascente policlinico a fini speculativi. Infatti è stato realizzato un altro quartiere, giustificato col nascendo policlinico ai fini di un indotto fantastico ad uso e consumo per coloro che vedono negli appalti edilizi, lo scopo di lucro. Ci aiuti ad evitare un altro danno economico e sociale, Le chiediamo di farsi interlocutore, per la nomina di una commissione parlamentare di inchiesta, che indaghi sulle responsabilità di questa triste vicenda.

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di redazione
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