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"Non c'è disponibilità del farmaco per curarmi"

Malato di tumore si incatena al Policlinico di Roma

La produzione del Bcg in Italia è sospesa

Malato di tumore si incatena al Policlinico di Roma
15/10/2012, 20:33

ROMA - Non riesce a sopportare la malattia, ma più di tutto l'impossibilità di curarla. Antonio Favetta, 60 anni, si è incatenato stamattina davanti al reparto di Urologia del Policlinico Umberto I per protestare. L'anno scorso gli è stato diagnosticato un tumore alla vescica, un'operazione e le cure. La figlia ha spiegato che "gli è stato detto che doveva seguire una terapia con il Bcg, ma il farmaco non è disponibile". Secondo l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), due aziende in Italia hanno interrotto la produzione. "Abbiamo appreso - si legge nella nota del Policlinico - che le due aziende produttrici al momento avrebbero deciso di interrompere la produzione del farmaco in questione, per un problema al test di validazione e che il farmaco sarà nuovamente disponibile sul mercato mondiale a partire dal 2013. La direzione del Policlinico comunque si è attivata per reperire eventuali scorte presso altre strutture ospedaliere e si è in grado di garantire un ciclo di terapia secondo i previsti protocolli".
L'uomo si è recato questa mattina al Policlinico e si è incatenato davanti al reparto di Urologia per protestare contro la sospensione della chemioterapia per mancanza del Bcg: "Sono un malato di cancro, non c'è disponibilità del farmaco per curarmi. Maledetta sanità". Il 60enne ha sospeso la protesta, dopo aver avuto rassicurazioni dai medici sulla possibilità di curarsi con un farmaco alternativo.

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di Emanuele De Lucia
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