Cronaca / Nera

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Detto ‘o Topo, era ritenuto boss emergente di Bagnoli

Malore in ospedale, morto il ras Antonio Esposito


Malore in ospedale, morto il ras Antonio Esposito
09/03/2010, 15:03

NAPOLI – Era stato ricoverato venerdì sera dopo un malore ma, malgrado un disperato intervento chirurgico, per lui non c’è stato nulla da fare. E’ deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli Antonio Esposito, detto ‘o Topo, boss emergente della zona di Bagnoli.
Il 39enne, scarcerato dopo aver scontato una pena per estorsione, era stato assolto in secondo grado dall’accusa di omicidio. Attualmente era sottoposto al regime di libertà vigilata.
Malgrado la sua relativamente giovane età, Esposito era ritenuto uno dei volti storici della camorra flegrea. Ritenuto vicino al clan D’Ausilio, secondo gli inquirenti si era messo a capo da qualche anno di un nuovo gruppo, che mirava a prendere il potere dopo i numerosi colpi infilitti alla camorra storica dell’area. Per l’esistenza del suo gruppo ‘scissionista’, però, si può parlare soltanto di un’ipotesi.
Nel curriculum criminale del ‘Topo’, l’agguato che costò la vita a Costantino Baldassarre, incensurato ed estraneo alla camorra, ucciso nell’ippodromo di Agnano. Baldassarre era amico di un altro ras del quartiere, Massimiliano Esposito, detto ‘o Scognato, ritenuto tra gli elementi di spicco della camorra storica di Bagnoli. Nella circostanza gli investigatori ritennero che l’agguato a Baldassarre fosse da ricercarsi in una rottura tra ‘o Topo e ‘o Scognato. Le tensioni tra i due, ritennero gli inquirenti, nacquero in seguito all’allontanamento del ‘Topo’ dal gruppo, dopo che suo fratello, pentendosi, aveva puntato il dito contro diversi esponenti della criminalità organizzata locale. Antonio Esposito fu inizialmente accusato e condannato per quell’omicidio, ma la Corte d’Appello ribaltò la sentenza. In primo grado i giudici condannarono all’ergastolo il 39enne ed a 25 anni Luigi De Marinis. Successivamente furono entrambi assolti per non avere commesso il fatto: De Marinis fu salvato dall’incompatibilità di orari tra una sua telefonata e il momento in cui fu commesso l’omicidio, mentre Antonio Esposito risultò negativo alla prova dello Stube. In particolare, riguardo De Marinis, l’avvocatò impugnò l’incompatibilità tra una telefonata dell’imputato che chiedeva alla moglie di essere accompagnato a casa (alle 18.37) e l’orario dell’agguato (18.50).
Successivamente Antonio Esposito venne arrestato nell’ambito di un’inchiesta sul racket, insieme a cinque uomini considerati suoi fedelissimi.

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di Nico Falco
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