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Assolta la donna perchè il fatto non sussiste

Mangia cioccolatino a liquore, processata per guida ubriaca


Mangia cioccolatino a liquore, processata per guida ubriaca
16/08/2011, 15:08

E' costato caro l'essere goloso ad una automobilista romana protagonista di una vicenda giudiziaria durata oltre tre anni. Giovanna T., 64 anni, alla mezzanotte del 6 dicembre del 2008, viene coinvolta in un lieve incidente stradale nella zona di via Trionfale. In attesa che arrivino i vigili urbani per i rilievi stradali la signora mangia alcuni cioccolatini al liquore di una nota marca. Una volta giunti sul luogo dell' incincidente i vigili constatano che la donna ''versava in stato di agitazione, recava alito vinoso, e presentava un tasso alcolemico superiore a 1,50 g/l''. Tutta colpa di quel 'peccato di gola'. Nonostante il tentativo di chiarire il goloso equivoco Giovanna T. finisce sotto processo davanti al tribunale monocratico con l'accusa di aver violato il codice della strada per essersi posta al volante in stato di ebbrezza alcolica. Una bizzarra vicenda giudiziaria che si e' pero' conclusa con l'assoluzione 'perche' il fatto non sussiste' e l'immediata restituzione alla signora del veicolo, rimasto per ben tre anni sotto sequestro. L'imputata, difesa dagli avvocati Vincenzo Comi e Federica D'Angelo, nel corso del processo ha ricostruito quanto avvenuto quella notte. L'incidente con un autobus di linea, il tentativo di constatazione amichevole con il conducente (non riuscito in quanto l'uomo era in servizio e non poteva fermarsi) e l'intervento dei vigili sollecitato da lei stessa. Nell'attesa ''infreddolita e impossibilitata a tenere acceso il motore della sua auto, essendosi fermati altri utenti della strada ad importunarla - come si legge nelle motivazioni della sentenza - la donna aveva consumato alcuni cioccolatini al liquore, attribuendo a tale assunzione il tasso alcolemico rilevato dalla municipale''. Per il giudice, inoltre, lo stato di agitazione riscontrato dalla pattuglia dei vigili e' da addebitarsi ''all'insofferenza per la lunga attesa degli stessi nonche' all'aggressione verbale subita da una vigilessa infastidita in ragione dell'ora tarda della chiamata per un sinistro senza danni alle persone''. Per il tribunale, quindi, la condotta della golosa romana puo' apparire ''incongrua'' ma di certo ''non appare inverosimile''.

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di Fabio Iacolare
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