Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Manifestazione a Roma del comparto nazionale ippico


Manifestazione a Roma del comparto nazionale ippico
02/02/2013, 10:16

Lopa: Sarà necessario ribadire la rimodulazione delle corse per riequilibrare il settore ippico, anche attraverso un'idea che suona calzante nella situazione attuale, dove l'ippodromo si trasformi in uno spazio multifunzionale, con molteplici possibilità di divertimento e, non da ultimo, con attività di giochi e scommesse aperte tutti i giorni.

Ribadiamo tutto il nostro appoggio a tutto il settore ippico per la profonda crisi in cui versa e dove migliaia di cavalli rischiano di finire al macello abbandonati o in giri di corse clandestine ed un pensiero in particolare ai lavoratori dell’Ippodromo di Agnano che si avviano, purtroppo, verso il fallimento. Cosi il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, già Delegato della Provincia per il settore Agricolo, Rosario Lopa, a margine della manifestazione di oggi a Roma di tutto il comparti Ippico. La mancanza di fondi ovviamente sta contribuendo in modo determinante alla crisi del settore e neanche la notizia dello sblocco da parte di Mipaf e Mef di 30 milioni di euro per il pagamento di premi 2012 e corrispettivi ippodromi sembra avere placato almeno un po' gli animi. L'attuale dirigenza e la classe politica deve farsi carico di presentare un nel giro di pochi giorni un decreto che dovrebbe determinerebbe un cambiamento del prelievo fiscale sul movimento delle scommesse e che, se adottato, non dovrebbe determinare nessun esborso da parte dello Stato e dovrebbe creare le condizioni per il rilancio economico del settore, magari con una riformulazione del comma 23 per una nuova scommessa ippica a totalizzatore, indicata dall’organismo competente del settore ippico. Prima Alemanno poi Zaia avevano tentato, da ministri dell'Agricoltura, di avviare processi di riforma che però sono rimasti senza seguito per i molti avvicendamenti avvenuti ai vertici del ministero. Il sostegno sarebbe dovuto passare anche attraverso un'operazione di marketing sul prodotto ippica, ma tutto si è bloccato lasciando i lavoratori nell'impossibilità di sapere cosa accadrà domani. La sensazione è di abbandono da parte delle istituzioni. A rischio ci sono anche 20 mila cavalli. Per alcuni il destino potrebbe essere la macellazione: Un disastro per uno sport la cui prima ragione è l'amore per i cavalli. Non bisogna far prevalere gli appelli demagogici per ripristinare un montepremi che era stato artificiosamente gonfiato ed ha generato una serie di attività non propriamente remunerative né utili per l'ippica, con la necessità di sanare una situazione insostenibile e falsata che deriva dalle riforme voluta dall'allora ministro Visco, del PD, che espropriò l'Unire della gestione delle scommesse ippiche, trasferendole sotto la gestione dei Monopoli. Sarà necessario ribadire la rimodulazione delle corse per riequilibrare il settore ippico, anche attraverso un'idea che suona calzante nella situazione attuale, dove l'ippodromo si trasformi in uno spazio multifunzionale, con molteplici possibilità di divertimento e, non da ultimo, con attività di giochi e scommesse aperte tutti i giorni. Sull'opportunità che gli ippodromi, i quali sono collegati alla rete nazionale delle scommesse, che hanno attrezzature e spazi sufficienti, ristorante, parcheggi, zone giochi, spazi alberati, per effettuare, nel migliore dei modi l'accettazione del gioco, possono avere la facoltà di gestire tale attività tutti i giorni dell'anno e per tutti i generi di giochi. In fin dei conti gli ippodromi tra trotto e galoppo, esistenti in Italia, sono essenzialmente una trentina. L'allargamento della base di accettazione delle scommesse in tutti i settori, come ormai sta avvenendo, è un problema di importanza fondamentale. Si tratta solo di non creare squilibri tra i vari tipi di eventi prescelti. Purtroppo il cavallo, sulle cui corse, in passato, era riservata l'esclusività del gioco, ora si trova in antagonismo con molte altre attività sportive, ed è anche meno amato dall'erario perché assorbe una quantità consistente dei proventi delle scommesse, in quanto c'è da sostenere il costo del suo mantenimento. Fatto che non sussiste nei giochi cosiddetti numerici.
Ma intanto apriamo gli ippodromi tutti i giorni per consentire la crescita di una vita ippica. Anche le agenzie ippiche ne trarranno vantaggio perché conseguenza della passione per i cavalli sarà quella dell'attrazione al gioco, che ormai non viene visto più come peccato mortale. Ormai l'ippica, oltre e sotto l'aspetto agricolo, va vista come fatto sociale legato ad una grande quantità di persone che vi operano. Un grande Paese è tale, se nello stesso Paese c’è una grande Ippica.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©