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Manifestazione antirazzista a Castelvolturno


Manifestazione antirazzista a Castelvolturno
20/04/2009, 10:04

Oltre diecimila persone, molte migliaia di migranti e rifugiati, insieme agli studenti dell'Onda, all'associazionismo antirazzista, ai sindacati e ai movimenti hanno manifestato a Castelvolturno nell'anniversario della strage terroristica dei lavoratori africani del 18 settembre 2008 ad opera dei sicari mafiosi. Presenti anche il Sindaco, il vescovo di Capua e le rappresentanze regionali, alcuni parlamentari nazionali ed europei.
Un corteo straordinario e inedito dalla Domitiana a Castelvolturno, lungo quelle stesse strade, intorno a quelle stesse rotonde che ogni mattina vedono il mercato delle braccia e del lavoro nero cui i migranti sono costretti dal ricatto della clandestinità!
Un messaggio chiaro da condividere con gli abitanti "autoctoni" di Castelvolturno presenti nel corteo: a partire dal riconoscimento dei diritti comuni si può costruire il vero cambiamento in un area assediata dalla speculazione e dallo sfruttamento degli esseri umani.
La mobilitazione, che ha espresso anche la propria solidarietà con i cittadini dell'Abruzzo (con una raccolta di fondi per i progetti di aiuto dal basso), ha visto partecipazioni da tutta la regione e dal Lazio per rivendicare permesso di soggiorno, diritti di cittadinanza, dignità e accoglienza! Migliaia di persone in marcia contro il "pacchetto sicurezza", la Bossi-Fini, l'esistenza dei CIE e le altre norme discriminatorie. Condividendo la campagna nazionale "Da che parte stare" e le mobilitazioni che in questi giorni da Pisa a Bologna e fino a una grande manifestazione il 23 maggio rivedono in piazza il movimento antirazzista per contrastare la deriva sempre più securitaria e discriminatoria che si sta producendo in Italia. Contro chi vuole gestire la crisi economica usando i migranti come "capro espiatorio" per occultare le responsabilità di chi sull'economia della crisi si è arricchito e si arricchisce!
Una manifestazione che ha posto anche delle rivendicazioni pressanti sul piano locale, dalla difficile condizione di profughi e rifugiati alla richiesta di un'immediata delibera regionale che prenda posizione contro il rischio di un CIE anche in Campania, alla rivendicazione di un calendario certo e stringente per cominciare a costruire le strutture di una vera accoglienza nella regione.


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di Redazione
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