Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Un milione per gli organizzatori, 150.000 per la Questura

Manifestazione del Pdl: il giorno dopo


Manifestazione del Pdl: il giorno dopo
21/03/2010, 13:03

ROMA - La prova della piazza, la prova dei muscoli, la prova che avrebbe dovuto dimostrare agli avversari quanto sono(ancora) forti Silvio Berlusconi ed il suo partito. Un prova che non si può definire fallita ma nemmeno totalmente riuscita. Nonostante le roboanti affermazioni di rito ("Siamo un milione" ha esclamato dal palco Denis Verdini), infatti, è arrivata la doccia fredda della Questura di Roma: in Piazza S.Giovanni erano presenti non più di 150.000 persone; troppe per parlare di flop, troppo poche per parlare di enorme successo.
E allora? La battaglia dei numeri si è combattuta come di consueto tra organizzatori e contro-organizzatori: un milione di presenti per i primi, 50.000 per i secondi. Così, se è vero che il giusto è sempre nel mezzo, il dato di quello che dovrebbe essere un arbitro imparziale dovrebbe rappresentare uno scampolo di verità. Ed è in effetti proprio questa via di mezzo che lascia scontenti un po' tutti; che impedisce sia al popolo dell'odio che a quello dell'amore di gioire in maniera piena e convinta.
A dimostrazione di tale tesi ci sono le affermazioni stizzite provenienti dal Popolo delle libertà. Fabrizio Cicchitto si dice "francamente stupefatto dalla cifre diffuse dalla questura" e poi incalza:"Da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l'impressione che alla Questura di Roma c'è qualcosa che non funzioni"

IL GRANDE ASSENTE
Ma nella guerra dei numeri, c'è un particolare molto importante che rischia di sfuggire: l'assenza eccellente di Gianfranco Fini. Nella corposa sfilata di ministri sorridenti, infatti, mancava l'ex leader di An; defilato dalla manifestazione ed evidentemente incurante di lasciare un vuoto del quale più di qualcuno si sarà sicuramente accorto.

Il PDL E LA LEGA (IL GRANDE PRESENTE)
Ma mentre i legami con l'ala annina sembrano sfilacciarsi giorno dopo giorno, pare invece che tra Berlusconi ed il leader Leghista Umbero Bossi ci sia un feeling sempre maggiore. Del resto lo stesso Cavaliere, in riferimento al suo alleato fedele, ha affermato:"Abbiamo gli stessi valori". E, c'è da ammetterlo: solo un personaggio capace di ipnotizzare le folle può permettersi, a Roma, di asserire di condividere gli stessi principi di un partito anticapitolino come quello del Carroccio.

LISTA ESCLUSA DAL LAZIO
E nonostante il bagno d'amore e libertà di ieri pomeriggio, il Consiglio di Stato ha definitivamente bocciato l'ennesimo ricordo del Pdl per la presentazione delle proprie liste nel Lazio. Pare dunque che la sinistra sarà destinata a correre potendo contare su di un incredibile vantaggio. In conteporanea, il Cavaliere e i suoi, devono affrontare l'indagine sugli appalti che coinvolge lo stesso Denis Verdini e l'inchiesta che pone l'ombra della concussione proprio su Silvio Berlusconi. E tornando in ultimo al computo dei presenti, ipotizzare che nella Questura capitolina ci siano infiltrazioni "comuniste", sembra effettivamente un po' troppo.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©