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Intervenuto anche Roberto Saviano

Manifestazione per la libertà di stampa: 300mila presenti


Manifestazione per la libertà di stampa: 300mila presenti
04/10/2009, 10:10

Sono le ore 15:30 e Piazza Del Popolo è straripante di manifestanti già da oltre un'ora. La manifestazione comincia puntuale e, dal palco, gli organizzatori dichiarano sicuri: "Siamo trecentomila". In effetti i presenti sembrano sul serio tanti; spiccano le bandiere della Cgil e dei partiti d'opposizione come Pd, Idv, Sinistra e libertà. La manifestazione organizzata dalla Fnsi, sembra riuscita decisamente bene ed aver raccolto un numero enorme di partecipanti. A parlare per primo è proprio Franco Siddi; segretario generle della federazione nazionale della stampa italiana:"Al premier, al Parlamento e al governo chiediamo di cancellare le norme che vietano l'esercizio del diritto di cronaca, e di consentire che le indagini giudiziarie possano svolgersi secondo l'indipendenza della magistratura. Al presidente del Consiglio chiediamo anche di cessare la campagna di accuse contro i giornalisti, di smetterla di additarci come farabutti e di dire finalmente la verità. Chiediamo all'onorevole Berlusconi e a tutti i politici che hanno intentato azioni legali contro i giornalisti - ha concluso Siddi - di ritirare le cause".
I riferimenti diretti al Ddl Alfano sulle intercettazioni non hanno nemmeno bisogno di essere sottolienati.
Interviene poi anche Roberto Saviano che regala un incipit da applausi:"Combattiamo per la serenità di lavorare senza doverci aspettare ritorsioni. Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra che verità e potere non coincidono mai". L'autore di Gomorra parla poi dell'onore del nostro paese e ritiene che, sebbene per anni tale parola sia sparita dal vocabolario della maggior parte degli italiani, con la larga partecipazione ottenuta dalla manifestazione, si è invece dimostrato che "questo Paese vuole ritrovare il suo onore".
Ironicamente negativo è invece il commento del segretario nazionale dell'ordine dei giornalisti Enzo Iacopino:"Mi spiace non aver potuto partecipare all'iniziativa della Fnsi sulla libertà di stampa...ho semplicemente sbagliato piazza e mi sono ritrovato in una manifestazione del Pd, di Rifondazione Comunista con la partecipazione di Cgil e di tanti esponenti dello spettacolo. C'era anche il sosia dell'onorevole Antonio Di Pietro perché non poteva certo essere il leader dell'Italia dei valori, primatista tra i politici delle cause contro i giornalisti".
Un commento di forte biasimo che offre diversi spunti e, tra questi, la rflessione quasi "automatica" che, la lotta per la libertà di stampa e di informazione, dovrebbe non avere colori, bandiere partitiche (soprattutto di coalizioni come quella del Pd e dell'Idv) e simboli come la falce e il martello. Questo perchè, una causa così fondamentale e sacrosanta per la democrazia, dovrebbe essere perorata non esclusivamete per fare opposizione al Pdl ma per assicurare un presente ed un futuro democratico stabile e concreto.
Esponendo le bandiere di Rifondazione, Sinistra e Libertà, Pd,  Cgil ecc, si da infatti modo a giornalisti come Feltri e a politici come Berlusconi, Gasparri, Brunetta e via discorrendo di "limitare" ai "soliti comunisti disfattisti ed ossessivamente complottisti" una fenomeno di protesta che invece va e deve andare infinitamente più lontano di una lotta di rossi contro neri (o, per meglio dire, di ladri contro ladroni).
Feltri sul suo giornale scrive infatti che, la libertà di stampa, non è assolutamente minata e che, a lagnarsi, sono sempre i soliti giornali e partiti progressisti i quali, in ogni caso, sono liberi di scrivere ciò che vogliono ("anche le balle" sottolinea il giornalista) sul presidente Berlusconi e sul Governo. La manifestazione di ieri era un'occasione incredibilmente preziosa per andare oltre l'antiberlusconismo; peccato che, la maggioranza degli italiani, sia ancora troppo legata a bandiere, bandierine e simboletti per porsi quella Gaberiana, retorica e saggia domanda:"Cos'è la destra? Cos'è la sinistra?" e non farsi manovrare da chi, per ricitare nuovamente Saviano, ha il potere e quindi non può essere portatore di verità. La libertà d'informazione non è roba di destra o di sinistra...la libertà d'informazione è libertà dalla destra e dalla sinistra; prima di tutto e prima di tutti.

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di Germano Milite
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