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Alcuni boss della camorra rilasciati grazie a questo giro

Manipolazione fascicoli processuali a Napoli, 45 indagati


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Manipolazione fascicoli processuali a Napoli, 45 indagati
15/01/2013, 13:45

NAPOLI – Incredibile ma vero: nel luogo della legalità per antonomasia: il tribunale, la Guardia di Finanza ha scoperto una maxi corruttela che conduceva alla manipolazione dei fascicoli processuali mediante accordi segreti e scambi di contante. E’ quanto è emerso dalle indagini delle Fiamme Gialle coordinate dal procuratore aggiunto Sandro Pennasilico. Sono 45 le persone indagate nell'inchiesta della procura di Napoli su un giro di illegalità consistente nella manipolazione di fascicoli processuali. Perquisizioni della Guardia di Finanza negli studi degli avvocati coinvolti e in alcuni uffici giudiziari. Agli atti ci sono intercettazioni e anche riprese video - delle telecamere installate negli uffici della corte d'Appello - che documenterebbero accordi e scambi di denaro tra cancellieri e avvocati coinvolti nell'organizzazione. Nelle ordinanze si ipotizzano, a vario titolo, le accuse di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, violazione del segreto istruttorio, occultamento di fascicoli processuali ed accesso abusivo ai sistemi informatici. I reati sarebbero stati commessi in particolare presso la Corte d'Appello e il Tribunale di Sorveglianza. Secondo gli investigatori della procura dall’indagine emerge una circostanza ricorrente divenuta quasi una prassi. I funzionari o commessi degli uffici giudiziari, su sollecitazione di avvocati o faccendieri, avrebbero compiuto interventi illeciti su alcuni fascicoli, sottraendo parte degli atti o occultandoli completamente, in cambio di denaro o altre regalie, in modo da condizionare il normale iter giudiziario. La procura fa sapere anche che l’organizzazione dedita alla manipolazione dei fascicoli avrebbe favorito alcuni imputati di camorra. Gli indagati avrebbero fatto sparire fascicoli o singoli atti, in modo da ottenere continui rinvii e approdare o alla scadenza dei termini di custodia cautelare, o alla prescrizione dei reati contestati. Sono 26 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dagli uomini delle Fiamme Gialle, tra cui anche un ispettore di Polizia del commissariato Vicaria-Mercato, che, secondo l’accusa, avrebbe avuto il compito di sostituire le relazioni negative redatte dal commissariato su richiesta del tribunale di sorveglianza con false relazioni positive, al fine di far ottenere ai condannati provvedimenti favorevoli. Stando alle indagini, funzionari e dipendenti pubblici corrotti avrebbero stabilito 'tabelle' per determinare l'entità delle mazzette da ricevere, differenziate in base al tipo di manipolazione di fascicoli processuali. L’ordinanza cautelare ha riguardato anche 4 avvocati del foro di Napoli, 9 dipendenti pubblici tra cancellieri ed operatori giudiziari, 3 faccendieri che da anni frequentano gli uffici giudiziari ed altri intermediari. La maxi inchiesta sui fascicoli manipolati ha portato in carcere due dipendenti della Corte d'Appello, Mariano Raimondi e Giancarlo Vivolo, ed un faccendiere, Vincenzo Michele Olivo. I quattro avvocati agli arresti domiciliari sono Giancarlo Di Meglio, Fabio La Rotonda, Giorgio Pace e Stefano Zoff. Diversi i boss che avrebbero beneficiato della sparizione dei fascicoli o di singoli atti.  1500 euro per ogni 'intervento' su un fascicolo processuale per ottenere rinvii; ben 15mila euro, invece, per un ritardo di trasmissione degli atti che consentisse di evitare la fissazione immediata dell'udienza. Questo il "tariffario" per le manipolazioni. I dati emergono da alcuni episodi accertati dalla Guardia di Finanza e ricostruiti nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Paola Scandone al termine delle indagini sulla manipolazione dei documenti in alcuni uffici giudiziari di Napoli. 

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di Rosario Lavorgna
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